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La sinistra spompata

Mentre le compagnie energetiche scelgono il pragmatismo, l’opposizione entra in crisi di nervi

Nicola Fratoianni, Elly Schlein, Angelo Bonelli e Giuseppe Conte durante la festa nazionale di Alleanza Verdi e Sinistra, Roma, Martedì 8 settembre 2026 (Foto Roberto Monaldo / LaPresse) Nicola Fratoianni, Elly Schlein, Angelo Bonelli and Giuseppe Conte during the national festival of the Green and Left Alliance, Rome, Tuesday, September 8, 2026 (Photo by Roberto Monaldo / LaPresse)

Siete pronti, cari amici, alla piazza della Cgil che invoca il licenziamento di un milione e 300mila persone? Perché, siccome ad aumentare i contratti a tempo indeterminato è stato il governo Meloni, prima o poi a sinistra chiederanno loro di dimettersi nel nome dei compagni e del sol dell’avvenire. È uno spettacolo tragicomico. Mentre le compagnie energetiche scelgono il pragmatismo, l’opposizione entra in crisi di nervi. Schlein, Conte e la ditta Fratoianni-Bonelli non si chiedono se una misura aiuti gli italiani, ma se sia a firma Meloni. Se lo è, scatta il riflesso pavloviano: bisogna dire no. Hanno fatto le barricate contro il taglio del bollo e ora guardano con fastidio al tetto sui carburanti. Questi progressisti hanno un’allergia per ogni democrazia in salute dove non governa la propria parte. Guardate Francia o Spagna: la loro sinistra ha smarrito la bussola. Eppure, per i nostri eroi, ascoltare il popolo è sempre «populismo». La verità? Ascoltare la gente è democrazia. In fondo, la sinistra appoggia gli islamisti, i regimi teocratici e riempie le università di brigatisti. Per spiegarci lo stato di diritto. Diritto di andarsene altrove.