Il risiko bancario tiene banco anche a Cernobbio, dove il Forum Teha si conferma la sede naturale per fare il punto sulle grandi manovre in corso nel credito italiano. A margine dei lavori, il presidente di Intesa Sanpaolo, Gian Maria Gros-Pietro, prova a rassicurare gli enti locali toscani preoccupati per il futuro dell’autonomia del Monte dei Paschi dopo l’Opas lanciata da Ca’ de Sass. «Non succede questo», taglia corto il banchiere, ricordando come in passato gli azionisti delle banche confluite nel gruppo abbiano sempre tratto beneficio dall’operazione. «Adesso sono tutti contentissimi» di farne parte, dividendi migliori e prospettive più solide alla mano. Un riferimento esplicito va all’integrazione di Ubi, i cui soci, dipendenti e vertici - sottolinea Gros-Pietro - si sono trovati pienamente valorizzati
nella nuova struttura.
Sull’assemblea del 10 settembre, chiamata a votare l’aumento di capitale a servizio dell’offerta sul Monte, il presidente si dice fiducioso: «Prevedo un largo appoggio», anche alla luce del parere positivo espresso dai proxy advisor. Non a caso gli analisti di Santander hanno alzato del 16% il target price su Intesa, da 6,6 a 7,7 euro, definendo l’operazione «molto interessante» sia per gli utili attesi sia per il profilo patrimoniale.
Sul fronte opposto della partita, Andrea Ragaini, vicedirettore generale vicario di Banca Generali (oggetto della contromossa di Siena), preferisce la cautela. «Non la posso commentare», dice a proposito dell’offerta di scambio di Mps, ma rivendica l’attrattività dell’istituto, «un oggetto molto ricercato», lasciando che sia «il mercato» ad avere «strutturalmente ragione».
Sono proprio le regole
del mercato a orientare la linea dell’esecutivo, ribadita a Cernobbio dal vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani: «Sono per il libero mercato sovrano: la politica, meno si impiccia in vicende bancarie, meglio è». Una lettura che il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, declina in chiave di sistema, sottolineando il percorso finora compiuto dal Monte grazie all’azione del governo: da «problema» a «grande opportunità» da tutelare nella sua integrità.
Sullo sfondo resta il fascicolo Unicredit, che prosegue nel dialogo con Berlino su Commerzbank e valuta i dossier di Banca del Mezzogiorno e Cassa di Risparmio di Orvieto, senza che sia scontata un’offerta vincolante.
