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“La priorità deve restare il diritto alle cure”

Il senatore del Pd Alfredo Bazoli, primo firmatario del ddl: “Troviamo punti d’equilibrio più avanzati”

Alfredo Bazoli
Sen. Alfredo Bazoli PD in occasione della conferenza stampa per esporre l'allarme delle forze politiche di opposizione sull'articolo 31 del Ddl Sicurezza. Senato a Roma, Martedì 18 March 2025 (foto Mauro Scrobogna / LaPresse) Senator Alfredo Bazoli PD on the occasion of the press conference to express the alarm of the opposition political forces on article 31 of the Security Bill. Senate in Rome, Tuesday March 18 2025. (Photo by Mauro Scrobogna / LaPresse)

Senatore Alfredo Bazoli, il Papa in visita a Lourdes ha incontrato i malati e ha preso una posizione netta contro il fine vita che sta facendo il giro del mondo. A loro si è rivolto così: «È impossibile considerare normale togliere la vita». Si aspettava un’uscita di questo tenore da parte di Leone XIV?

«In un viaggio nel luogo della sofferenza e della speranza come Lourdes, il Papa non poteva che richiamare il valore e il significato di ogni singola vita, soprattutto di quelle più fragili e indifese, e quindi non mi stupisce affatto che abbia ribadito una posizione nota».

Lei da esponente di punta del Partito Democratico e da punto di riferimento dell’area cattolica del Nazareno, come si pone di fronte a queste parole?

«Le sue parole ci rammentano principi che ovviamente per noi sono preziosi, pur nella nostra autonomia di laici impegnati in politica».

Il fine vita divide sia la destra sia la sinistra. Che impatto avranno queste parole sull’iter dei disegni di legge in parlamento fra cui quello a prima firma sua? E all’interno del Pd?

«Io credo che questi richiami debbano indurci a trovare i punti di equilibrio più avanzati possibili, proprio per evitare che una legge sul fine vita comporti l’affievolimento del diritto alle cure e all’assistenza, che è e deve restare la priorità. Mi faccia dire che proprio sotto questo profilo il mio testo rappresenta un buon punto di partenza, e che non per caso ha unito il Partito Democratico».

Resta il fatto che il Parlamento italiano non ha ancora approvato una legge organica sul fine vita, lasciando un vuoto normativo che dura da anni nonostante i ripetuti solleciti della Corte costituzionale. Come finirà?

«Purtroppo in questa legislatura, per l’ostruzionismo della destra, penso non si riuscirà ad arrivare in fondo, e saranno le Regioni a intervenire per colmare le lacune, con discipline differenziate. Non mi pare una buona cosa».