Durante l’audizione alla Commissione Covid, il leader del M5s Giuseppe Conte è incorso in una serie di imprecisioni storiche che non sono passate inosservate. Non è il primo scivolone che il presidente del Movimento 5 stelle fa negli ultimi giorni dopo quella di ieri in parlamento, quando è stato richiamato persino dalla presidente della Camera di turno, espressione del Pd.
Nel tentativo di difendere l’operato del suo governo sul mancato aggiornamento del piano pandemico e di respingere le accuse muovendo contestazioni ai governi precedenti, Conte ha dichiarato: “Allora, se lei imputa al mio governo il mancato aggiornamento e ha fatto tutto quell’elenco, di conseguenza, catastrofiche, nefaste, sesquipedali ricollegate al mancato aggiornamento di un piano, lei sta offendendo, faccio un esempio, il ministro della Salute del governo Berlusconi IV... Quarto governo Berlusconi... dal 2013 al 2018. In quel governo c’era Giorgia Meloni ministro. E allora se facciamo un discorso, no? No? Però c’è stato il governo Berlusconi IV, poi il governo Letta, Renzi, Meloni... Gentiloni, ha ragione, ha ragione, ha ragione”.
L’argomentazione ha mostrato diverse falle sul piano della ricostruzione storica. Il quarto governo Berlusconi è stato infatti in carica dal 2008 al 2011, e non tra il 2013 e il 2018 come affermato da Conte; in quel periodo (2013-2018) si sono succeduti invece gli esecutivi guidati da Letta, Renzi e Gentiloni. Inoltre, il richiamo a un presunto “governo Meloni” collocato in quegli anni ha generato un momento di evidente imbarazzo nell’aula, spingendo lo stesso Conte a correggere il tiro soltanto a margine dello scambio, rettificando la citazione con il governo Gentiloni dopo le segnalazioni ricevute dai presenti.
