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“Non penso niente”. Albanese fa scena muta su Hannoun. E sul palco indottrina i 5s: “Ddl antisemitismo infame”

A margine dell’evento del Movimento 5 Stelle, la relatrice speciale Onu evita di esprimersi sull’arresto del presunto referente di Hamas in Italia. La Procura di Genova intanto notifica la conclusione delle indagini preliminari a sei indagati.

Albanese Hannoun

Francesca Albanese, nostra - pardon, loro - signora dei pro-Pal, non pensa a niente. Anzi, non pensa niente. L’ha confessato al Giornale, e la ringraziamo per l’informazione che ci ha fornito durante l’assemblea dei 5Stelle, “Nova-Parola all’Italia”.

La (non) risposta della relatrice Onu al Giornale

Alla domanda «Cosa pensa della carcerazione di Hannoun», accusato di essere l’uomo di Hamas in Italia e per questo in carcere dal 27 dicembre dello scorso anno , ha risposto: «Non penso niente». Ma avrà un’idea, insistiamo (poco fiduciosi). No. «Non penso niente». Si guarda attorno visibilmente irritata per la domanda fuori programma, fa mille smorfiettine come di consueto, e poi si mette amabilmente a parlare con un signore mediorientale con la sciarpa della Palestina.

Ma non finisce qui, perché sul palco Albanese si è scagliata anche contro il disegno di legge per arginare il dilagante antisemitismo, definendolo addirittura “un’ultima infamia, che non solo non protegge gli ebrei, anzi li isola e crea un’eccezione a loro favore e assimilandoli alle politiche dello Stato di Israele si crea ancora più risentimento. Sarò la prima a sfidarlo questo ddl”.

Insomma, il suo ambiente è certamente quello. Ma prendere le distanze da Hannoun, considerato a capo della cupola terroristica in Italia, sarebbe troppo. Sarebbe troppo dire che il giordano avrebbe dirottato 18 milioni di euro ad Hamas raccogliendoli con la finta scusa della beneficenza.

Ma la Procura di Genova ha le idee chiare e ha inviato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari oltre che a lui anche a Riyad Albustanji, Yaser Elasaly e Raed Dawoud, Adel Ibrahim Salameh Abu Rawwa e Khalil Abu Deiah. I primi quattro (Hannoun, Albustanji, Elasaly e Dawoud) si trovano dal 27 di dicembre detenuti nelle carceri di alta sicurezza di Terni, Rossano Calabro, Ferrara e Sassari.