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Mattarella e Meloni all'Altare della Patria per l'anniversario della Liberazione. La premier: "Amore per libertà unico antidoto a totalitarismi"

L'omaggio ai caduti del Presidente e delle massime cariche dello Stato. Terminata la cerimonia Mattarella ha raggiunto San Severino Marche, città prescelta quest'anno per le celebrazioni ufficiali del 25 aprile. Tajani alle Fosse Ardeatine, Schlein a Sant'Anna di Stazzema

Mattarella e Meloni all'Altare della Patria per l'anniversario della Liberazione. La premier: "Amore per libertà unico antidoto a totalitarismi"
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Con l'omaggio all'Altare della Patria del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sono iniziate le celebrazioni solenni per l'81° anniversario della Liberazione. Con lui le massime cariche dello Stato: il presidente del Senato, Ignazio La Russa; il presidente della Camera, Lorenzo Fontana; la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni; il presidente della Corte costituzionale, Giovanni Amoroso; il ministro della Difesa, Guido Crosetto; il capo di stato maggiore della Difesa, Luciano Portolano. Terminata la cerimonia Mattarella ha salutato, oltre alle altre autorità militari presenti, i rappresentanti delle Associazioni combattentistiche e d'arma, poi ha raggiunto San Severino Marche, città scelta quest'anno per la commemorazione ufficiale.

"Oggi all'Altare della Patria con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e le alte cariche dello Stato per celebrare doverosamente la ricorrenza del 25 aprile", scrive sui social il presidente del Senato Ignazio La Russa.

"Oggi, in un’epoca scossa da guerre e minacce sempre più insidiose ai sistemi democratici - scrive Giorgia Meloni - torniamo a ribadire che l’amore per la libertà è l’unico vero antidoto contro ogni forma di totalitarismo e autoritarismo. In Europa e nel mondo".

"Il 25 aprile ricordiamo con profonda gratitudine quella generazione di italiani, civili e militari - ha detto in un messaggio il ministro Guido Crosetto - che ci ha restituito la libertà con grande valore e sacrificio, e che ci ricorda ciò che siamo oggi come Nazione e come comunità. Quello che rende straordinaria la Festa della Liberazione è proprio questo: il fatto che sia nata da scelte difficili, pericolose, compiute in contesti diversi ma unite da uno stesso senso di responsabilità. Fu un impegno diffuso e silenzioso, fatto di volti, storie, gesti concreti; un percorso corale di lotta al nazi-fascismo che allora opprimeva la nostra Patria e molte Patrie dell’Europa, che ha reso possibile la rinascita dell’Italia come Paese libero e democratico, da cui è poi scaturita la Costituzione repubblicana. Un Paese, il nostro, che oggi è parte fondante dell’Unione Europea e attore di primo piano nella scena internazionale", ha aggiunto Crosetto sottolineando come "ricordare tutto questo significa anche comprendere che la libertà non è mai un bene acquisito una volta per tutte. Vale lo stesso per la pace, che non nasce dal suo semplice desiderio né può essere considerata definitiva. La pace si costruisce ogni giorno, con responsabilità, equilibrio, forza e determinazione. È una verità che oggi avvertiamo con ancora maggiore chiarezza e convinzione. Le trasformazioni del contesto globale ci ricordano che libertà e sicurezza sono inscindibili. Le minacce assumono forme nuove, si sommano a quelle tradizionali, e si estendono a più dimensioni: militare, economica, tecnologica, energetica, informativa, cibernetica, spaziale e cognitiva. In gioco ci sono pertanto anche risorse, catene produttive, conoscenza, fiducia che tiene insieme le comunità".

La segretaria del Pd, Elly Schlein, si è recata a Sant'Anna di Stazzema (Lucca), luogo della strage nazista che costò la vita a 560 persone, tra cui 130 bambini. "Qui si è visto il male del mondo, qui l'umanità deve guardare ogni volta che non crede a quanto in basso si può spingere. E la comunità di Sant'Anna di Stazzema - ha proseguito la leader Dem - ha subìto una doppia ingiustizia: prima l'abisso feroce e atroce della strage. Una strage per cui sono stati scelti e anche premeditati i metodi più efferati. Fare terra bruciata era l'obiettivo dei professionisti della morte in divisa nazista con i loro complici, i repubblichini che li avevano guidati quassù, passo dopo passo, di una complicità crudele e codarda, a volte celati, bendati, nascosti dietro divise tedesche, fascisti vigliacchi e assassini. E poi la seconda grande ingiustizia: per lungo tempo l'oblio, il dolore non espresso, la coltre di nebbia dell'occultamento della verità e della negazione della giustizia. Sino al ritrovamento nel 1994, io avevo 9 anni, dell'armadio della vergogna da parte del procuratore militare Intelisano che indagava su Priebke e altri".

Su X il vicepremier e leader

della Lega, Matteo Salvini, ha scritto: "Contro ogni dittatura e ogni regime, nazifascista, comunista o islamista, ora e sempre. Per la libertà, ora e sempre. Grazie a chi ha donato la vita per salvare altre vite".

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