Il caso di Mario Roggero è diventato, inevitabilmente, politico. Se da una parte c’è il centrodestra che lotta affinché il gioielliere ottenga la grazia o, comunque, ottenga qualche beneficio a fronte di una condanna che appare sproporzionata a chi usa il buon senso, la sinistra politica sembra porsi ideologicamente in contrapposizione con questa visione. E lo fa andando anche contro i propri elettori, i quali concordano che Roggero abbia subito una condanna eccessiva e, soprattutto, sostengono l’idea che non sia logico che debba risarcire i rapinatori. Ma pur di creare lo scontro politico, la sinistra ha scelto di andare in direzione contraria, abdicando al buon senso e alla logica. Anche Azione, di Carlo Calenda, ha preso questa strada ma con un distinguo: mentre pubblicamente, e sui canali ufficiali, la posizione del presidente di Azione è bilanciata e anche condivisa da molti, sui social il partito è intervenuto sul caso in maniera scomposta, mancando di rispetto non solo a Mario Roggero ma anche al presidente della Repubblica.
“Presidente Mattarella la prego non volti le spalle a Mario Roggero. Gli ultimi due che l’hanno fatto non sono finiti bene”, si legge in sovraimpressione in un video condiviso dal partito si TikTok, un montaggio con le immagini di Roggero e del centrodestra che sta sostenendo la sua causa. Il messaggio veicolato sui social anzi, su un unico social, quello più usato dai giovanissimi che è lontano da avere una caratura istituzionale, con quel richiamo sinistro a chi è morto, rappresenta un salto di qualità inquietante nella propaganda di una certa opposizione. Per attaccare la solidarietà espressa dal centrodestra a un uomo coinvolto in una tragedia, si calpesta il rispetto dovuto al Quirinale, trasformando la massima carica dello Stato nel bersaglio di una provocazione maldestra da campagna elettorale. La stessa che il partito porta avanti su Instagram, dove il tema è lo stesso ma il registro è diverso: “Matteo Salvini scopre che Roggero è stato condannato a 14 anni di carcere: (la riforma sulla legittima difesa l’ha fatta lui)”.
Pur di non concedere nulla al centrodestra su un tema sentito come la legittima difesa, si accetta di veicolare messaggi ambigui, che oscillano pericolosamente tra la satira di basso livello e quella paventata brutta fine. Nel tentativo di arginare la richiesta di grazia portata avanti dalla maggioranza, si è preferito buttare la palla in tribuna, scendendo sul terreno del populismo digitale.
Ma la mossa si sta rivelando un boomerang: la base elettorale dello stesso terzo polo, composta da commercianti, professionisti e partite Iva, che dovrebbero confluire nel Campo Lenin (o Campo largo, comunque la sinistra anti-meloniana) non condivide affatto questa linea: chi alza la saracinesca ogni mattina sa bene cosa significhi lavorare con la paura, come è successo a Roggero, e non accetta che una tragedia simile venga ridotta a questo.
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