Dopo il ricorso al Tar, nei prossimi giorni scatterà anche una «class action» contro la Ztl Isola. Per ora sono circa venticinque i titolari di ristoranti e locali pronti a fare causa civile per chiedere un risarcimento danni, ma la platea potrebbe ampliarsi velocemente. E il capogruppo di FdI Riccardo Truppo, che in veste di legale ha già aperto il procedimento al Tar (hanno aderito 89 esercenti) e ora assiste i commercianti anche nella causa in tribunale avvisa che la battaglia alle auto questa volta rischia di costare cara al Comune: «Stiamo impostando la richiesta valutando la flessione dei fatturati già dalla fase di pre esercizio e il calo del valore delle attività in seguito ai divieti, in entrambi i casi siamo intorno al 50% in meno. Presenteremo perizie ma è chiaro che chi volesse rivendere oggi un locale acquistato magari a 500mila euro si ritroverebbe il prezzo crollato». Potenzialmente, spiega, «se si unissero alla class action i circa 150 locali attivi all'Isola, tra incassi dimezzati e una media del valore delle attività tra i 200 e i 400mila euro, la stima dei danni potrebbe essere non inferiore ai 20 milioni di euro, per usare una formula giuridica». La Ztl serale è attiva tutti i giorni dalle 19.30 alle 6, anche se le telecamere al momento restano spente. Il primo step, ricorda Truppo, è l'udienza al Tar sulla richiesta di sospensiva cautelare, dovrebbe essere fissata entro fine mese (data probabile il 29 luglio). «Incrociamo le dita, ma nel frattempo non possiamo aspettare che in attesa della dimostrazione del danno i pazienti, ossia le attività, muoiano. Procediamo subito con la causa civile. Come stanno dimostrando diverse sentenze sulla malamovida, i giudici stanno condannando i Comuni anche per inadempienza, per ciò che l'amministrazione non fa o fa male, e il caso della Ztl Isola è emblematico». Truppo sottolinea che la giunta Sala «ha creato un caos normativo», ha annunciato e poi rinviato l'accensione delle telecamere ma la Ztl è attiva a tutti gli effetti, i vigili possono fermare e multare le auto che entrano in divieto. «C'è confusione, incertezza, e quando si parla di tempo libero la gente non vuole problemi e cambia facilmente abitudini - afferma -. Una misura ideologica che impatto sul lavoro. I locali stanno già lasciando a casa dipendenti. Per ora stiamo circoscrivendo la causa civile a questa categoria commerciale ma altri si stanno facendo avanti, anche i titolari dei muri che rischiano di dover abbassare i canoni d'affitto». Confcommercio Milano sta producendo un report per dimostrare il calo dei flussi nella «zona rossa», Truppo conta di poterlo allegare agli atti.
Milena Vio, titolare del Vinyl Pub di piazzale Archinto, conferma i danni: «Abbiamo fatto una riunione, una novantina di esercenti, e tutti a differenza delle scorse estati sono stati costretti a lasciare a casa dipendenti o non hanno assunto personale in più. Il Comune sta rovinando un quartiere che negli ultimi dieci anni è stato un vanto di Milano, rischiamo di tornare al passato, quand'era una zona brutta, insicura, con spaccio e rapine. Le insegne accese contribuiscono al presidio del territorio. Ora è già calata la clientela e d'inverno l'Isola sarà un mortorio». Vio fa presente che «negli ultimi la giunta ha cancellato i pochi parcheggi disponibili, ha eliminato quasi 2mila posti auto. Dopo aver creato il problema, ha iniziato a sostenere che i residenti non trovavano parcheggio, quindi serviva la Ztl per lasciar fuori le auto di chi frequenta i locali.
Adesso il parcheggio selvaggio si è semplicemente spostato ai confini e noi rischiamo di chiudere. Personalmente registro già un calo del 30% del fatturato. Stavamo già subendo le ordinanze anti movida, chiudere all'una di notte in settimana per un pub è un danno importante. La Ztl è il colpo di grazia».
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