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Cottarelli: "Resto un moderato. Il superbonus M5s? Assurdità costata quasi 260 miliardi"

L’economista Carlo Cottarelli: "La mia battaglia per la trasparenza delle promesse elettorali"

Cottarelli: "Resto un moderato. Il superbonus M5s? Assurdità costata quasi 260 miliardi"
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Professor Carlo Cottarelli, quest'estate si è lanciato in una battaglia contro le promesse elettorali senza copertura finanziaria: come farà a cambiare le cose?

«È una battaglia di trasparenza, per impedire che sotto elezioni parta la gara a chi la spara più grossa. Io chiedo che si spieghi nei programmi elettorali dove si prendono i soldi per fare ciò che si annuncia. È anche legittimo che sia a debito, ma bisogna dirlo prima. È una questione di serietà, né di destra, né di centro, né di sinistra. Nelle ultime due elezioni, del 2018 e 2022 sono state fatte promesse elettorali che sarebbero costate tra i 100 e i 140 miliardi all'anno. Poi, chi arriva al governo, dice sempre: Peccato, non ci sono soldi. Perché, non si sapeva prima?. E non basta rispondere cinicamente che gli elettori tanto lo sanno, sono scafati, mica credono alle promesse elettorali...».

Come pensa di procedere, farà il giro d'Italia per convincere politici ed elettori?

«No, in piena estate sarebbe inutile, la gente è distratta, ma il giro lo faccio sui social e abbiamo già raccolto 28 mila firme, invito tutti ad aderire. Ho lanciato solo 13 giorni fa in Senato, appunto con la Fondazione Einaudi, la proposta di mandare avanti un disegno di legge che ho presentato a fine 2022, appena eletto, anche se poi ho lasciato il mio posto da senatore. E adesso che si avvicinano le elezioni serve un ultimo tentativo per evitare che il ddl decada. Si può firmare sui miei social e all'indirizzo della Fondazione Luigi Einaudi di Roma. Già un piccolissimo passo è stato fatto, perché il ddl è stato incardinato in Commissione Affari costituzionali, ma serve la pressione pubblica per arrivare alla discussione».

Un provvedimento del genere è un po' scomodo per i politici, crede davvero che lo approveranno?

«È scomodo, ma è anche difficile spiegare perché non lo si vota. E io conto su questo. D'altronde, sarebbe una grande novità per l'Italia, ma in altri Paesi già funziona così, in Olanda e Svezia, più di recente anche Belgio e Grecia e poi Australia e Canada».

A proposito delle sparate grosse per captare consenso: il famoso superbonus del M5S che impatto ha avuto sulla nostra economia?

«Si sa che i bonus 110% sono costati tra 210 e i 240-260 miliardi. È stata una delle peggiori misure introdotte negli ultimi decenni. Non per l'idea di sostenere un settore in crisi come l'edilizia, ma per l'assurdità di mettere tutti quei soldi solo lì. Il provvedimento è stato favorito dal fatto che una marea di soldi era in arrivo dalla Bce e per alcuni anni non c'era il vincolo di bilancio. Sembrava che non si sarebbe saputo come spenderli, ma sarebbe stato meglio farlo in modo diverso, per giustizia, istruzione, sanità...».

Che ne pensa del dibattito politico attorno alla condanna e all'eventuale grazia per il gioielliere che ha ucciso due rapinatori in fuga e ferito il terzo?

«È una questione delicata e bisogna evitare giudizi superficiali. L'impressione è che si sia andati oltre la legittima difesa e che i giudici avessero poco spazio per evitare una condanna. In un altro contesto, quello della reazione di Israele su Gaza all'attacco terroristico del 7 ottobre, la stessa premier Giorgia Meloni ha detto che in certi casi ci può essere un eccesso di legittima difesa... Dunque, esiste questo concetto, anche se l'autodifesa è legittima. Il punto mi sembra in che misura siano state considerate le attenuanti, visto anche i precedenti con un altro assalto per rapina, ma per questo dobbiamo aspettare le motivazioni della sentenza».

Professore, circolano voci su una sua possibile candidatura a sindaco di Milano, indicato da Fi e appoggiato da Azione. Che c'è di vero?

«Non ho avuto nessuna proposta concreta e non ho considerato la questione. Se arrivasse ci penserei, ma non lo dico per far capire che lo farei volentieri, ci sono tanti aspetti da valutare».

Però, ci deve un chiarimento sulla sua collocazione politica. Siamo rimasti alla sua elezione a senatore nel 2022 come indipendente del Pd, quando sfidò, perdendo, Daniela Santanché a Cremona, la sua città, ma entrò ugualmente a Palazzo Madama, per lasciarlo poco dopo.

«Io sono sempre stato un liberal-democratico, equilibrato, moderato, anche caratterialmente.

Alle elezioni ero portato da +Europa e Pd, ma poi la prima non entrò in parlamento e i dem scelsero la Schlein, andando più a sinistra. Mi trovai a votare cose che proprio non potevo...E lasciai. Ero al centro allora e lo sono oggi».

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