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Salvini apre ai frondisti: “Spazio per tutti”. E incalza Vannacci: “Decida con chi stare”

Il leader del Carroccio a Pinzolo si dice “pronto a rafforzare la squadra” ma graffia i critici: “Se tutti chiacchierano meno è bene”. Poi rilancia su banche, pensioni e autonomi. E punge il generale: “Ogni settimana vota contro il governo, chiedo chiarezza e coerenza”

Il premier Matteo Salvini arriva in piazza a Pinzolo per la festa della Lega, 22 agosto 2025 ANSA / Jacopo Valenti

Alle beghe interne e alle «presunte divisioni» Matteo Salvini risponde «con il lavoro e con quello che faremo nelle prossime settimane». Il leader della Lega da Pinzolo (Trento) rilancia sulle pensioni e sui lavoratori autonomi, sulla sicurezza e sull’immigrazione. Perché il nemico non è dentro il Carroccio ma sono «Schlein, Conte e Silvia Salis, che fa momentaneamente e controvoglia la sindaca di Genova», anche se «non abbiamo paura di niente e di nessuno». Anzi, «Dio ci conservi gli attuali leader della sinistra». Al fronte dei nordisti e dei governatori, Salvini lancia messaggi di distensione, ma non risparmia qualche frecciata. «Se tutti lavorano tanto e chiacchierano poco è un bene per la Lega e per l’Italia» punge il segretario, che però si dice pronto a «condividere le responsabilità con tutti e a rafforzare la squadra, coinvolgendo governatori, ministri e sindaci». Ma ai «nostalgici» del Nord replica che l’Italia non è più quella di 30 anni fa, quella di Bossi, quando il «problema era a Roma». Oggi «l’80% delle leggi passa da Bruxelles». Adesso il tema da affrontare per «i prossimi 50 anni e per i nostri figli» è «l’islam politico. Tra qualche anno le ragazze potranno girare in minigonna? Chiediamoci che futuro abbiamo in testa per l’Italia» argomenta il vicepremier che cita Papa Giovanni Paolo II («L’Europa o sarà cristiana o non sarà») e attacca la Germania sulle politiche migratorie: «Non ha diritto a mandarci indietro un solo immigrato irregolare finché ci sono le loro Ong nel Mediterraneo a scaricare clandestini in Italia e in Europa».

La tensione con i lombardi Attilio Fontana e Massimiliano Romeo resta palpabile: «Qualcuno pensa che dobbiamo occuparci solo di Milano e della Lombardia? Assolutamente no». Ma a domanda diretta su Luca Zaia, ex doge del Veneto, e sul governatore del Friuli-Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, Salvini lascia spiragli aperti: «La mia intenzione è di costruire e coinvolgere chi dà valore aggiunto. Gli unici che si autoescludono sono quelli che invece di fare, disfano». Quindi snocciola proposte, a partire dal «divieto di cumulo di bonus». Le priorità, dice, sono le pensioni e i lavoratori autonomi. Sul primo fronte, «dobbiamo lasciare la possibilità di scegliere di andare in pensione tre anni prima rispetto ai 67 anni che prevede la Fornero». Per le partite Iva, l’obiettivo è alzare la soglia del fatturato per il regime forfettario da 85mila a 100mila euro. «E se l’Ue non lo permette, chiederemo agli alleati un atto di coraggio per farlo ugualmente». Finché c’è la Lega, assicura, «non ci sarà nessuna patrimoniale», né altre tasse sulla casa: «Dovranno passare sul mio corpo». Piuttosto, insiste sul tassare le banche. «Le prime due banche italiane negli ultimi tre anni hanno fatto utili per 54 miliardi di euro. Se guadagnano due miliardi in meno non muore nessuno e non licenziano nessuno, considerando che parte di questi utili li hanno fatti chiudendo gli sportelli. I soldi si chiedono dove ci sono».

Sulla sicurezza «abbiamo fatto tanto, ma possiamo fare di più» commenta Salvini, ricordando che a ottobre in Parlamento la Lega porterà la possibilità di revocare il permesso di soggiorno agli stranieri che commettono gravi reati: «E vediamo chi vota sì e chi vota no». Il suo «incubo» resta quello di «vedere Schlein, Fratoianni e Bonelli che bloccano i cantieri che abbiamo aperto». Ma per vincere le prossime elezioni servirà anche il generale Roberto Vannacci? Qui Salvini sembra più possibilista del solito. «Deve decidere lui», puntualizza però che Vannacci «ogni settimana vota contro il governo. Non sono permaloso, ma chiedo chiarezza e coerenza». E comunque, «sono convinto che possiamo rivincere le politiche con questa formazione». E quindi senza Carlo Calenda: «La pensa in maniera opposta su tutto. Se allargo a dismisura, magari vinco le elezioni, però poi non faccio niente».

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