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L'addio commosso all'agente Imprezzabile. "Un eroe morto in servizio per la comunità"

E l'albanese che il vigile inseguiva da ieri è in carcere a Monza

L'addio commosso all'agente Imprezzabile. "Un eroe morto in servizio per la comunità"
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L'applauso della folla spezza il silenzio denso, fuori dalla chiesa della Madonna della Medaglia Miracolosa, alle spalle di viale Lucania, nel cuore del Corvetto. Due ali di gente commossa accolgono sei moto della Polizia Locale, lampeggianti blu accesi, apripista di un corteo che nessuno avrebbe voluto vedere. Sulla bara, la bandiera bianca con la croce rossa del Comune di Milano; sopra, su un cuscino rosso porpora, il casco che ha accompagnato l'agente Francesco Imprezzabile fino all'ultimo inseguimento, la sera del 22 giugno, alle porte di Milano. Il casco che gli è costato la vita mentre inseguiva un 26enne che non si è fermato all'alt di un posto di blocco, Genty Berisha, un pregiudicato albanese. Che proprio ieri, dopo essere finito ai domiciliari con il braccialetto elettronico e l'accusa di fuga pericolosa e indagato per morte in conseguenza di altro reato, è stato rinchiuso nel carcere di Monza. Il gip della Procura di Brescia ha deciso un aggravamento della misura cautelare anche dopo i suoi precedenti legati al narcotraffico: arrestato in Albania, estradato in Italia nel giugno 2025, successivamente scarcerato con obbligo di firma.

Sei colleghi portano il feretro a spalla. Un settimo precede il feretro, reggendo quel casco come una reliquia. Dietro, mamma Rosy e papà Pino avanzano sorreggendosi a vicenda, distrutti. Accanto a loro, la sorella Barbara e la compagna Federica. Il dolore di una famiglia stretta nell'abbraccio di un intero quartiere. Fuori, corone di fiori ovunque. E uno striscione che parla al cuore: "Non stancarti di inseguire i tuoi sogni perché ci sono sogni che non si stancheranno mai di aspettarti. Ciao Fra".

In prima fila, le istituzioni: il sindaco Beppe Sala, il presidente Attilio Fontana, il comandante della Polizia Locale Gianluca Mirabelli, il questore Bruno Megale e la sottosegretaria Isabella Rauti per il Governo. Milano intera è lì, in piedi. E la chiesa straripante risponde con applausi che si alternano a silenzi carichi di commozione.

Don Antonello Loddi, parroco di quella stessa chiesa dove Francesco è cresciuto, sale in pulpito con la voce rotta ma ferma: "Francesco, in un impeto di passione grande per il suo lavoro, ha fatto un gesto eroico, per il bene degli altri, di una comunità, di una città". Poi il sorriso tra le lacrime: "Parlando del suo lavoro Francesco parlava di vocazione, una parola religiosa". E racconta quell'incontro che ora pesa come una profezia: "L'ho vedo in pattuglia. Accosta, abbassa il finestrino: "Ciao Antò". "Chi sei?". "Francesco Imprezzabile". "Tu vigile?". "Polizia Locale, prego".

Monsignor Mario Delpini, Arcivescovo di Milano, ha fatto arrivare parole che entrano dritte nel cuore: "Francesco è tragicamente perito nel tentativo di contrastare un male troppo spietato, una malavita troppo rovinosa per la nostra città".

L'amico ispettore capo della polizia di Stato Paolo Brignoli in lacrime ricorda Francesco. "L'ho conosciuto nel 2009.

Il suo desiderio è sempre stato quello di indossare una divisa spesso ci si fermava a chiacchierare perché voleva avere informazioni sulla mia esperienza in Polizia".

Fuori dalla chiesa, l'applauso finale è lungo, fortissimo. Un applauso che è ringraziamento, orgoglio e dolore insieme. Francesco Imprezzabile non se n'è andato invano.

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