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Quindi oggi

Pietra tombale (Pd) su Ranucci, Sigfrido non ci ha preso e Lavitola: quindi, oggi…

Quindi, oggi…: i “topini” da appartamento, la fuga di Trump e Desirée

Caso Ranucci, il Tribunale del Riesame conferma l'aggravante mafiosa per i quattro esecutori
  • Sui siti si parla di questi due “topini” da appartamento, bambini di 10 e 11 anni trovati a rubare e quindi assegnati a una casa famiglia. Ora. È mai possibile che lo Stato, così solerte nel togliere i figli alla famiglia nel bosco, non si sia mai accorto che questi due per campare facevano i ladruncoli e che i genitori, chiamati per andarli a riprendere, manco si sono presentati perché in vacanza?
  • L’operazione del Secret Service Usa, raccontata dal Washington Post, è pazzesca e credibile. In sostanza, avuta notizia di una minaccia iraniana all’Air Force One, hanno traghettato Trump su un camioncino del catering (avrà fatto uno spuntino?) per poi caricarlo su un cargo militare. Ma sapete qual è il risvolto di tutta questa storia? Che l’Air Force One è decollato lo stesso, come esca. Con il piccolo problema che a bordo dell’“esca” c’erano anche funzionari della Casa Bianca e giornalisti. I quali, a loro insaputa, per qualche ora sono stati possibili obiettivi di un attentato iraniano. Mentre Donald volava altrove. Adoro.
  • Mi pare che la pietra tombale su Ranucci la metta Walter Verini, del Pd. “Per me le frequentazioni di Sigfrido, un amico che ho sempre difeso e che stimo, sono gravi. (…) Ci deve essere un limite nei rapporti personali e nella ricerca delle fonti, perché si possono creare conflitti di interessi. C’è un limite etico. Lo dico da giornalista: io, con uno come Lavitola, pregiudicato, con il suo passato, non mi sarei preso neanche un caffè. Figuriamoci sceglierlo come fonte”. Io invece sostengo che sceglierlo come fonte può avere una sua logica, ma a cena col Diavolo ci si va solo col cucchiaio lungo. Molto lungo. Non ci si diventa amici fraterni.
  • Ve lo dico. Sono un po’ restio a rimestare negli sms che Ranucci si scambiava con Lavitola. Una notizia è una notizia, ma il garantismo mi impone di ritenere che nel segreto dei miei messaggi WhatsApp io condivida con i miei amici e contatti le peggiori nefandezze. Se prendessero il mio cellulare, non so come ne uscirei.
  • La famiglia di Desirée, uccisa da un africano, riceverà sì e no 75mila euro di risarcimento. Settantacinquemila. I ladri uccisi da Mario Roggero, invece, incasseranno molto di più. La cosa fa inca**are? Sì. Però parliamo anche di due questioni diverse. Qui la famiglia della povera ragazza si era rivolta allo Stato per ottenere ciò che il killer africano non era in grado di pagare. Quindi, direi che la soluzione per Roggero sarebbe stata quella di regalare tutti i suoi averi a qualcun altro e apparire nullatenente. Sempre povero in canna sarebbe rimasto, ma almeno i soldi risparmiati per una vita non sarebbero finiti dove andranno ora.
  • Ho letto un pezzo dell’intervista a “Chi” rilasciata dalla Meloni. Al netto dei nodi politici, Vannacci o non Vannacci, l’unica frase che vale la pena davvero commentare è quella relativa alla difficoltà del rapporto con la figlia. “Quando mi chiede perché il lavoro viene prima di lei, mi fa venire il cuore come una nocciolina”, ha detto la premier. E in effetti è una domanda a cui non esiste risposta.
  • Comunque diceva Ranucci: “Credo che si sia trattato di un messaggio da inviare a qualcun altro attraverso di me. Probabilmente per far stare zitto qualcuno e impedire che mi arrivassero certe informazioni”. Mmmmmm. Mi sa di no, a leggere le carte dell’inchiesta, mi sa che Sigfrido non c’ha preso.

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