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Retrogusto

I sapori di Mykonos/2: Efisia e Baos

Seconda puntata del nostro viaggio gastronomico nell’isola delle Cicladi attraverso i ristoranti di Myconian Collection, l’unica catena di alberghi interamente autoctona: l’insegna dell’Ambassador a Platis Gialos ha un’atmosfera soffusa e una cucina greca rivisitata con senso della misura mentre in quella del Korali lo chef Panagiotis Tsoukatos alza il livello con una proposta fine dining di ottima fattura

Ristornati Mykonos

Seconda puntata del nostro viaggio nei migliori ristoranti di Mykonos, l’”isola dei venti”, una destinazione che negli ultimi anni ha iniziato ad avere qualcosa da dire anche da un punto di vista gastronomico, oltre che da quello del mare, della movida e della tradizionale tolleranza nei confronti di persone di ogni identità di genere.

Un viaggio che conduciamo attraverso i ristoranti di Myconian Collection, il gruppo di ospitalità che detiene 14 hotel con identità, dimensioni e posizionamenti differenti in tutta l’isola e che ha la peculiarità di essere l’unico dell’isola autoctono, ancora in mano alla famiglia fondatrice locale (il patriarca fu George Daktylides, oggi sono i quattro figli di George ed Eleftheria a gestire il gruppo) e presente solo a Mykonos.

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Oggi partiamo dall’albergo da cui tutto ha avuto inizio, l’Ambassador, aperto a Platis Gialos, sulla costa sud-ovest dell’isola, da Daktylides nel 1987, quando decise di puntare sull’hospitality di lusso. È il primo cinque stelle dell’isola e il primo a essere affiliato a Relais & Châteaux. Il ristorante fine dining della struttura si chiama Efisia, che prende il suo nome dalla parola greca φύσις, che significa natura, una scelta non casuale visto che lo chef Ilias Maslaris con la sua sous-chef Kristalia Vousmaki mostrano un certo talento nell’interpretare la stagione e il territorio (inteso come Cicladi e Grecia tutta e non soltanto come Mykonos) con mano contemporanea ed elegante. Maslaris ha come filosofia rispettare le stagioni, privilegiare i prodotti biologici e comunque prodotti da artigiani locali, non forzare mai la mano nel nome di uno slogan o di un effettaccio.

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Il ristorante è a bordo piscina e gode di una atmosfera soffusa che contrasta piacevolmente con il vibrante via vai dell’isola. Vale la pena incominciare con il Pane al lievito madre che viene servito con tzatziki, olive di Kalamata e il magnifico olio extravergine di oliva locale, prima di buttarsi sugli antipasti, che come spesso in Grecia sono la parte migliore: proprio per questo la scelta migliore è il Piatto assortito con tzatziki, taramas, tirokafteri, fave con pita grigliata, peperoni verdi sottaceto e pomodorini. Io invece ho scelto una Tataki di tonno pinna gialla con mango, avocado, chili, sesamo e salsa teriyaki e poi una Avocado salad con mango, baby spinaci, arancia e una salsa al limone e zenzero. Poi ho assaggiato il magnifico Agnello locale, uno stinco cotto lentamente e deposto su un sostanzioso letto di purè di patate, pomodori confit, salsa al rosmarino e olive nere. Come dolce un buon Profiterole al pistacchio con salsa al cioccolato. La cantina è ben costruita e comprende molte etichette greche, come il Nichteri di Gaia dall’isola di Santorini e l’Agiorgitiko della cantina Daemon della famiglia Ieropoulos, che ho degustato io.

Ultimo ristorante da me provato prima di lasciare con un po’ di rimpianto Mykonos è stato il Baos al resort Korali, altra struttura appartenente a Relais & Châteaux che si trova appena a sud della città di Mykonos, in un contesto molto più vivace delle precedenti strutture. Io sono arrivato mentre andava in scena uno dei tramonti più hollywodiani in cui mi sia capitato di imbattermi negli ultimi tempi e il mio tavolo nella splendida veranda proprio di fronte al mare mi ha garantito un posto in prima fila.

Ristornati Mykonos
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Poi mi sono dedicato al cibo. Baos è riconosciuto come uno dei migliori ristoranti dell’isola, grazie al lavoro dello chef Panagiotis Tsoukatos, fantasioso e volto all’equilibrio in ogni piatto. Esistono due menu degustazione, uno da 140 e uno da 180. Inoltre c’è una carta piuttosto ricca da cui pescare liberamente. Io sono partito dai Gamberi marinati, la cui dolcezza è ben bilanciata dall’acidità della marinatura negli agrumi e dallo iodato del riccio di mare e della bottarga. Poi mi è arrivata una magnifica Aragosta grigliata con una maionese di cavolo nero e sgombro, limone e caviale. Quindi è stata la volta di una Triglia in stile “savoro” con uva, cipolla, aceto invecchiato e rosmarino e di un Merluzzo bianco confit con brodo di pesce, zafferano, porro, patate, olio di oliva e limone. Chiudono la sfilata di portate salate delle Costolette di manzo e agnello Wagyu, con patate brasate, melanzane, formaggio arseniko Naxos e demi-glace di manzo e agnello.

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Per dessert un trionfo di cioccolato in varie tipologie (fondente, bianco, Dulcey) e preparazioni (in mousse, crema, gelato, montato) con cardamomo, miele e agrumi. La sommelier del locale mi ha accompagnato con diversi vini greci di notevole livello. Servizio tutto al femminile, a dir poco soave.

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