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Letteratura

Il declino della civiltà occidentale in tre libri

Oggi siamo a uno snodo fondamentale, fanno notare storici e studiosi. L’Unione europea ha l’occasione di decidere in relativa libertà quale sarà il suo futuro

Fondi, sedi, contatti. Le leve del governo nel braccio di ferro con gli editori

L’orazione funebre sull’eclissi dell’Europa e dell’Occidente è un L’genere letterario. In quanto tale, talvolta entusiasma, più spesso la. scia indifferenti. Infatti è piuttosto raro imbattersi in un saggista o romanziere che abbia le idee chiare su cosa sia l’Europa e su cosa possa essere. Non parliamo dell’Europa che ebbe il suo lavacro nel sangue del Novecento, anche se il declino, certamente, parte da lì. Il secondo conflitto mondiale portò a termine la guerra civile europea iniziata dalla Prima: e il Vecchio (appunto) continente si trovò sospinto sempre più ai margini della Storia. Oggi siamo a uno snodo fondamentale, fanno notare storici e studiosi. L’Unione europea ha l’occasione di decidere in relativa libertà quale sarà il suo futuro.L’America è distratta da altri campi di battaglia virtuali o reali.Trump ha fatto chiaramente intendere che gli Usa non continueranno a difenderci gratuitamente per l’eternità. Si discute, a Parigi come a Roma, anche se lo scatto in avanti sembra averlo fatto Berlino, di armamenti. Non è per mania di belligeranza. È solo realismo: senza fucili da buttare sul tavolo, è difficile essere presi sul serio durante le trattative. Ecco una piccola bibliografia per affrontare il problema da varie angolature. Nel ramo classici, ci limitiamo a una segnalazione: Il tramonto dell’Occidente di Oswald Spengler (consigliamo l’edizione Longanesi con prefazione di Stefano Zecchi). Ma con poca fantasia si può far tesoro del capolavoro di Edward Gibbon sulla fine di Roma: Storia della decadenza e caduta dell’Impero romano. Sono sei volumi (1776-1789).Ma esistono eccellenti edizioni parziali, ad esempio negli Oscar Mondadori. Torniamo tra noi.Douglas Murray in La strana morte dell’Europa. Immigrazione, identità, Islam (Neri Pozza) riflette in termini non beceri sul tema che tutti abbiamo davanti agli occhi anche se molti fingono di non vederlo. Si tratta dell’immigrazione. Murray nota che è bizzarro, e anche pericoloso, far arrivare gente che ci odia, nel peggiore dei casi, o nulla condivide del nostro stile di vita, nel migliore dei casi. Difficile difendere ciò che non conosci o che non hai. L’identità infelice (Guanda) di Alain Finkielkraut è un saggio magistrale sul vuoto ideale alla base dell’Unione europea. Un vuoto programmatico, così spiegato dal filosofo: l’Europa, dopo i disastri del XX secolo, non ha diritto ad avere una identità e si deve trasformare in una terra d’accoglienza, per espiare i propri errori.


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