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Letteratura

Sulle strade di frontiera del Nord della Thailandia

Il nuovo libro di Fabio Polese racconta un viaggio di quasi tremila chilometri tra storie, incontri e tradizioni, dal Triangolo d’Oro al confine con il Myanmar in guerra

Fabio Polese

Il fantasma di Khun Sa aleggia ancora sulle montagne del Nord della Thailandia. Tra gli anni Settanta e Novanta, il “Re dell’oppio” ha costruito in questa regione uno dei più potenti imperi dell’eroina al mondo. A Therd Thai, dove aveva stabilito il proprio quartier generale, Pa Nang accende una candela e prega il suo spirito. Poco lontano, un ex campione di Muay Thai diventato monaco accoglie ragazzi cresciuti tra povertà e droga, offrendo loro un’alternativa al sistema del narcotraffico. Queste due storie, separate da pochi chilometri, raccontano meglio di qualsiasi giudizio le contraddizioni di questa terra di frontiera.

È da qui che il lettore entra in Nord Thailandia on the road, il nuovo libro del reporter Fabio Polese. Il volume nasce da un viaggio di quasi tremila chilometri in sella a una Kawasaki KLR 650. Partito da Chiang Mai, l’autore ha raggiunto il Triangolo d’Oro, seguito il Mekong lungo il confine con il Laos e attraversato il Paese fino a Mae Sot, davanti al Myanmar in guerra.

La moto gli ha dato la libertà di lasciare le strade principali, fermarsi nei villaggi e cambiare programma quando un incontro meritava più tempo. Eppure le due ruote non sono il vero argomento del libro. La Kawasaki non occupa il centro della scena, ma diventa uno strumento per entrare nei luoghi. “La moto non ti separa dal mondo, ti espone”, scrive l’autore.

Il Nord della Thailandia non è osservato da un viaggiatore di passaggio, ma da chi ne conosce riti, storie e zone d’ombra. Il presente si intreccia così con oltre quindici anni di reportage realizzati da Polese tra frontiere, minoranze etniche e zone di conflitto del Sud-Est asiatico.

Mae Sot richiama gli ingressi clandestini nello Stato Karen compiuti insieme ai guerriglieri. Le giornate sul lago fanno riaffiorare i pescatori conosciuti negli anni precedenti. Una sosta a Chom Thong riporta all’incontro con due sciamani e ai loro rituali di guarigione.

Il passato del Triangolo d’Oro convive con le nuove “scam city”, le città delle truffe digitali sorte lungo i confini. I templi dedicati al Narok, l’inferno buddhista, e i tatuaggi sacri Sak Yant aprono invece uno sguardo su pratiche spirituali spesso ridotte a semplice curiosità turistica. Le gare delle barche sul fiume Nan, il Sai Bat lungo il Mekong e la comunità Tai Dam mostrano quanto le culture e le tradizioni continuino a segnare la vita quotidiana.

Il racconto prende forza soprattutto quando la strada lascia spazio agli incontri. Sawan esce all’alba con le reti sul lago Ubolratana. Naw Paw Ray ha trasformato una tettoia di lamiera nella Hsa Thoo Lei, una scuola che oggi accoglie oltre mille bambini fuggiti dalla guerra in Myanmar. Accanto a loro compaiono monaci, espatriati e piccoli albergatori. Figure diverse, ciascuna con una vicenda che va oltre la semplice nota di colore.

La scrittura è diretta e visiva, costruita con l’occhio del reporter e del fotografo. Gesti, volti e dettagli mostrano il rapporto tra le persone e i luoghi in cui vivono. Il diario di viaggio e la memoria personale si alternano all’approfondimento storico e al racconto dell’attualità.

Nell’epoca in cui ogni luogo sembra già disponibile sullo schermo, il libro ricorda anche che vedere non significa conoscere. Per conoscere serve tempo, attesa e la disponibilità a fermarsi anche quando, apparentemente, non accade nulla.

Arricchito da un inserto fotografico in bianco e nero e da una sezione finale dedicata agli itinerari motociclistici più interessanti della regione, Nord Thailandia on the road, disponibile su Amazon, unisce il ritmo del viaggio alla profondità del reportage. La sua forza sta nel rendere accessibile un territorio complesso senza semplificarlo e nel raccontarlo attraverso le vite di chi lo abita.

Non serve essere motociclisti né conoscere già il Sud-Est asiatico. Si arriva all’ultima pagina con la sensazione di avere compreso qualcosa in più di questa parte del mondo e, soprattutto, con la voglia di preparare lo zaino e partire all’avventura.

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