Un’agonia continua. Anche chi ama l’estate e le vacanze al mare boccheggia e spera in un ridimensionamento dell’ondata di calore che attanaglia l’Italia da ormai diversi giorni. Diciamo subito che le previsioni non sono affatto incoraggianti: fino a Ferragosto non cambierà nulla, dopo si inizia a vedere una flebile luce in fondo al tunnel.
Week-end da bollino rosso
Se nei giorni scorsi si è toccato un altro record, ovvero tutti i capoluoghi italiani monitorati dal ministero della Salute contraddistinti dal bollino rosso, per la giornata di sabato 8 agosto sono 19 le città con la massima allerta: si tratta di Ancona, Bari, Bologna, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Messina, Napoli, Palermo, Perugia, Pescara, Reggio Calabria, Rieti, Roma, Viterbo.
Un’altra settimana africana
Finita la breve parentesi instabile, nelle ore pomeridiane, che ha colpito le zone alpine e appenniniche portando un refrigerio soltanto effimero, secondo gli esperti non cambierà nulla nemmeno la prossima settimana e almeno fino al 17 agosto. Ciò significa che i cieli saranno sereni o poco nuvolosi e le temperature massime facilmente sopra i 35°C ma con picchi che nelle aree di pianura del Nord e del Centro-Sud potranno sfiorare i 40°C.
La possibile svolta
“A partire dal 17 agosto le condizioni meteo potrebbero subire un primo e significativo scossone”, spiegano gli esperti de Ilmeteo.it grazie a “correnti d’aria decisamente più fresche e instabili in quota, pilotate da una vasta area ciclonica posizionata tra la Scandinavia e le Isole Britanniche”. A quel punto, si aprirebbe una breccia all’interno dell’anticiclone africano con un primo calo termico dopo oltre due-tre settimane di dominio assoluto. È chiaro che questo scossone non sarebbe indolore: i mari sono molto caldi, l’energia accumulata è enorme, dunque i temporali potrebbero essere di forte intensità con locali nubifragi e grandinate.
Per adesso bisogna fermarsi qui vista la distanza temporale (stiamo parlando di 9-10 giorni): impossibile sapere con certezze le aree coinvolte dai fenomeni ma, soprattutto, servono conferme per questa fase instabile e più fresca che viene proposta dai maggiori modelli matematici mondiali.
