Pagare una multa? Un gioco dell'oca

L'avviso di giacenza è spesso solo l'inizio di una lunga trafila. Che costringe a girare come una trottola per la città

Pagare una multa? Un gioco dell'oca

Pagare una multa o un’ingiunzione di pagamento? A Milano può trasformarsi in un vero "gioco dell’oca" tra gli uffici postali della città.

Tutto inizia con un banale avviso di giacenza nella cassetta postale. Nulla di più comune per chi non ha il servizio portineria in condominio. Già lì gli occhi vanno al cielo quando si ha la sfortuna di dover ritirare la raccomandata nella sede delle Poste aperta solo di mattina. Ma ci si arma di pazienza, magari mettendosi in fila prima che l’ufficio apra per poter essere al lavoro in tempo e si aspetta diligentemente il proprio turno. Fino a che l’impiegato non ci consegna una busta stranamente leggera. Una firma e via: si apre curiosi il plico mentre ci si avvia verso l’uscita e qui la vera sorpresa. Già, perché dentro c’è… un altro avviso di giacenza che ci informa di un atto a nostro nome (facendo tremare il portafogli dei più avvezzi).

Ma non è finita qui. Troppo semplice ritirare il tutto nello stesso posto. “La informo che potrà ritirare copia/esemplare dell’atto che la riguarda – recita l’avviso – presso l’ufficio postale di via Stromboli quale Casa comunale decentrata”. A circa 7 chilometri, 20 minuti in macchina o 48 con in mezzi pubblici da quello dove vi trovate. E ovviamente con una nuova coda da fare e altro tempo sottratto al lavoro. Almeno stavolta l’ufficio postale è aperto fino alle 18. Con l’aggravante che se non si riesce a ritirare in tempo il tutto si corre il rischio di incappare nella – salatissima – mora.

E – come nel gioco dell’oca – chi pesca la carta “Non hai risposto al postino” dovrà ripetere questo percorso per ogni atto notificato. A chi scrive è già successo tre volte in poche settimane. E ogni volta è finito in un ufficio diverso.