Cronaca locale

Pat, un day hospital e letti raddoppiati per malati di Alzheimer

lI Pio Albergo Trivulzio apre servizi ad hoc: si contano 7mila pazienti solo a Milano

Pat, un day hospital e letti raddoppiati per malati di Alzheimer

Un Day Hospital dedicato specificatamente ai malati di Alzheimer e ai pazienti affetti da decadimento cognitivo e il raddoppio dei posti letto nel reparto di riabilitazione per questi pazienti. Da oggi il Pio Albergo Trivulzio garantisce un'offerta completa e pressoché unica, aperta al territorio: dall'ambulatorio dedicato alla diagnosi al servizio di presa in carico, dal Day hospital specialistico al servizio di cura domiciliare (ADI), dal reparto di riabilitazione fino alla residenza socio assistenziale.

Per la fase iniziale, finalizzata alla diagnosi e all'eventuale avvio del trattamento è attivo l'ambulatorio di Geriatria. Durante la fase di monitoraggio del malato e di presa in carico del paziente e del caregiver, vi è un servizio dedicato, la cui equipe provvede alla redazione del percorso di cura e alla prenotazione di tutte le visite specialistiche necessarie. Il Day Hospital Alzheimer prende in carico pazienti per sedute di terapia per la stimolazione cognitiva, il sostegno delle attività di vita quotidiana, supportando i caregiver. L'ADI territoriale è dedicata, invece, ai soggetti dimessi dall'istituto o a chi necessita di assistenza infermieristica o fisioterapica a domicilio. A seguito di eventi acuti o per la stabilizzazione di disturbi comportamentali è offerto il ricovero riabilitativo nel reparto di Cure Intermedie (72 posti letto). Infine, per chi ha bisogno di un'assistenza quotidiana a lungo termine di difficile gestione presso il domicilio, sono previsti 75 posti letto presso il nucleo Alzheimer in RSA, attrezzati in modo adeguato alla gestione dei disturbi.

La malattia di Alzheimer, la forma più comune di demenza (rappresenta il 50-60 per cento dei casi), è una patologia neurodegenerativa a decorso cronico e progressivo, in aumento nella popolazione. Colpisce 600mila persone solo in Italia (si contano 70mila nuovi malati ogni anno), nella maggioranza dei casi curati a casa. Per quanto riguarda la Lombardia, il solo dato sulle esenzioni riferiva nel 2017 di almeno 24mila pazienti con Alzheimer diagnosticato (di cui 7mila sul territorio dell'Ats Milano). Questi dati sono certamente in difetto per la perdita di diagnosi che riguarda soprattutto le forme iniziali della malattia: secondo le stime i pazienti affetti in Lombardia variano da 25mila a 40mila con un trend in graduale salita. Se consideriamo invece le persone affette da deterioramento cognitivo nelle sue varie forme i numeri raddoppiano.

Si tratta di una patologia caratterizzata dalla progressione di deficit cognitivi, dalla comparsa di disturbi del comportamento e dal danno funzionale con perdita dell'autonomia e dell'autosufficienza, con vario grado di disabilità e conseguente dipendenza dagli altri. L'esordio è spesso subdolo e lento e riguarda la comparsa di disturbi di memoria, dell'orientamento o della parola. Il decorso è progressivo e graduale. Successivamente si ha la comparsa di disturbi motori e funzionali sempre più accentuati fino alla necessità di utilizzare ausili come la carrozzina e difficoltà nell'alimentazione. La durata media della patologia è di circa 10 anni.

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