Sala "aizza" gli studenti. E l'opposizione insorge: "È un sindaco da social"

La folla sui mezzi, i rave in Darsena, area C "Vi ponga rimedio anziché fare l'influencer"

Sala "aizza" gli studenti. E l'opposizione insorge: "È un sindaco da social"

«Fate sentire la vostra opinione». È l'invito che il sindaco di Milano Beppe Sala rivolge in un video sui social a tutti gli studenti «che sono la vita della scuola e della città», che tornano alle lezioni a distanza, in seguito all'ordinanza che istituisce la zona arancione rafforzato in tutta la regione. «È giusto anzi doveroso - sottolinea - che i decisori politici sentano maggiormente la voce dei giovani, che hanno tutto il diritto di dire la loro in merito a scelte che riguardano la loro vita». A meno di ventiquattr'ore dall'ordinanza regionale Sala non perde occasione di fare polemica, questa volta recitando il ruolo di compagno e amico degli studenti, che incita ad alzare la voce e quindi è quasi un via libera a protestare e ad «okkupare» in un momento in cui davvero non se ne sente il bisogno. «Fatevi sentire» esorta, nel giorno delle proteste di Priorità alla scuola. Un'uscita pericolosa che rischia di alzare la temperatura della città e il clima di tensione. «Sembra una beffa, eppure è una tragica realtà che ha il colore della vergogna! Oggi siamo in arancione rinforzato e con la chiusura delle scuole i più indifesi pagano gli errori di un classe politica inetta che ha lasciato la Lombardia in zona gialla una settimana in più, favorendo i contagi». La lista civica che si prepara a sostenere Beppe Sala alle prossime comunali rincara la dose parlando di «vergogna». «Dall'oggi al domani, bambini e ragazzi torneranno alla didattica a distanza, che abbiano o meno gli strumenti per accedervi, che abbiano o meno adulti in grado di seguirli, che abbiano una disabilità o che necessitino di assistenza educativa» attaccano i compagni.

«Il sindaco strizza l'occhio, nel suo ruolo da influencer, ai ragazzi perché spera in un loro sostegno elettorale» commenta Alessandro de Chirico, consigliere comunale di Forza Italia. E dire che per arginare il dilagare dei contagi il sindaco avrebbe potuto prendere dei provvedimenti come «intensificare i controlli della Polizia Locale, garantire il distanziamento sui mezzi pubblici, trovare soluzioni più ingegnose per dilazionare gli ingressi nelle scuole» continua de Chirico.

Scottano ancora le immagini di sabato scorso del rave in Darsena finito in rissa e gli assembramenti nei luoghi del divertimento con il popolo della movida che affollava le strade per prendere l'ultimo aperitivo in zona gialla. Che qualche misura per evitare gli assembramenti si sarebbe potuto prendere lo dimostra lo schieramento di forze dell'ordine sui Navigli e le transenne apparse domenica pomeriggio «a buoi scappati».

«Il sindaco Sala che parla di umiltà e accusa Regione di non tenere i rapporti istituzionali fa ridere - attacca il consigliere lombardo della Lega Silvia Scurati -. Inizi a fare il sindaco tra la gente e meno sui social. Sono ancora vive le vergognose immagini degli assembramenti - aggiunge - a Milano che hanno fatto il giro del mondo, senza nessun tipo di sorveglianza quando proprio il sindaco due ore prima sui social millantava controlli a pioggia». Così avrebbe potuto spegnere le telecamere di Area C con lo scattare la zona arancione, come chiede Fratelli d'Italia da una settimana: «Sala tiene accesi i varchi di Area C incurante dell'aggravamento dell'emergenza sanitaria. Si lamenta con la Regione ma quando deve passare all'azione evitando di sovraffollare i mezzi pubblici non lo fa - polemizza l'eurodeputato milanese Carlo Fidanza -. Quello che interessa davvero è solo fare cassa in un momento drammatico per tutti».

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