"Chiamate la Guardia Costiera": cos'è successo al Boeing 737 caduto

Insospettisce la perdita quasi contemporanea di entrambi i motori: gli investigatori dell'Nsb valuteranno con grande attenzione i registri di manutenzione

"Chiamate la Guardia Costiera": cos'è successo al Boeing 737 caduto

Sarà compito del National Transportation Safety Board, l'ente che si occupa di condurre indagini sugli incidenti che coinvolgono aeroplani, navi, treni, oleodotti e gasdotti, cercare di comprendere che cosa è accaduto al volo Transair 810, precipitato poco dopo il decollo dall'aeroporto di Honolulu venerdì notte intorno all'1:32 locale.

Il Boeing 737-200 della società cargo Transair ha avuto dei problemi proprio poco dopo essersi liberato in volo, tanto che il pilota ha tentato invano di invertire la rotta per riguadagnare la terraferma. Il velivolo è precipitato nelle acque dell'Oceano Pacifico al largo delle Hawaii, ed ora si trova a circa 46 metri di profondità. Uno degli unici due uomini a bordo, pilota di 58 anni, è stato recuperato in gravissime condizioni di salute dai soccorritori sopra un frammento della coda dell'aereo. Il collega 50enne, aggrappatosi ad uno scatolone che conteneva dei peluches, se l'è cavata con una ferita alla testa. Poco dopo l'incidente, la compagnia aerea ha deciso di fermare gli atri Boeing 737 che fanno parte della propria flotta.

Il team di investigatori, 10 esperti di controllo del traffico aereo, dei registri di manutenzione, delle prestazioni dei piloti, e di recupero delle strutture elettroniche e delle due scatole nere, è pronto a condurre le indagini del caso. Al momento è stato reso noto che il velivolo, in circolazione dal 1975, viaggiava a 211 km/h poco prima di precipitare.

Le varie fasi

Il volo riceve l'autorizzazione al decollo dalla torre di controllo all'1:32. Poco dopo, tuttavia, iniziano i primi problemi. "Okay, qui Rhoades 810, abbiamo un motore fuori uso", comunica uno dei due piloti, come riferito da Il Corriere. È trascorso appena un minuto, e l'aereo viaggia a 175 metri di quota con una velocità di 256 km/h. La torre di controllo autorizza prontamente il Boeing a fare ritorno, mettendo a disposizione dei piloti la pista 4 destra. "Ok, 2.000 piedi, per adesso va bene, siamo a circa 15 miglia dall’aeroporto", rispondono via radio i due.

Dopo 6 minuti dal decollo, Rhoades 810 viaggia a 369 km/h ed a 549 m di quota. "Abbiamo dei motori vecchi", commenta uno dei piloti. Ed in effetti all'1:41 la situazione precipita. "Qui Rhoades 810, abbiamo perso il motore numero uno e... ehm... avremo bisogno dei vigili del fuoco. Stiamo per perdere pure l’altro motore, sta diventando davvero caldo e voliamo a bassa velocità". Nonostante l'allarme, comunque, gli uomini alla cloche mantengono il sangue freddo. "Vedete l'aeroporto?" domandano dalla torre di controllo. "Negativo", è la risposta.

Nessuna possibilità di riprendere quota

"Rhoades 810 state volando bassi, potete alzarvi di quota?", chiedono via radio dalla torre. "No, negativo", replica un pilota, che evidentemente pensa ad un ammaraggio: "Potete avvisare la guardia costiera? Non siamo in grado di mantenere l’altitudine". Dalla torre i controllori non si arrendono ed indicano un aeroporto più vicino, quello di Kalaeloa, ma, proprio mentre stanno per fornire precise indicazioni ai piloti, la trasmissione si interrompe bruscamente. I soccorsi scattano immediatamente e, grazie all'avvistamento dei resti del Boeing è possibile individuare i due uomini, trasportati d'urgenza in ospedale.

Le circostanze dell'incidente alimentano qualche sospetto negli investigatori dell'Ntsb, che controlleranno con attenzione i registri di manutenzione. Anche se uno dei due motori fosse stato fuori uso, infatti, è raro che subito dopo possa accadere lo stesso anche al secondo, partendo sempre dal presupposto che un motore funzionante sia comunque sufficiente a garantire di proseguire il volo, specie se breve perché diretto all'aeroporto appena lasciato alle spalle.

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