Coronavirus, anche Mosca potrebbe aver riattivato i rifugi antiatomici

Nessun potenziale avversario potrebbe tentare di trarre vantaggio da una situazione di instabilità come quella venutasi a creare per il Coronavirus

Coronavirus, anche Mosca potrebbe aver riattivato i rifugi antiatomici

Per garantire la sicurezza interna, le capacità di rappresaglia e la continuità di governo durante la pandemia di Coronavirus, anche la Russia potrebbe aver riattivato i rifugi antiatomici. Una contromisura che, nelle settimane scorse, è stata già adottata da Stati Uniti, Israele e diversi Paesi.

Russia, possibile riattivazione dei siti corazzati

“Come proteggersi da un attacco nucleare, chimico, biologico o dal Coronavirus. Pochi lo sanno, ma le nostre forze armate hanno decine di tipi di rifugi per tutte le occasioni. Alcuni hanno le dimensioni di una piccola città e possono resistere per anni. Altri hanno le dimensioni di una tenda resistente al fuoco diretto dell’artiglieria".

Il canale televisivo Звезда, gestito dal Ministero della Difesa russo, ha pubblicato una nuova puntata del programma Военной приемки. Come sempre parliamo di un prodotto di altissima qualità con immagini a 1080P. Nella puntata di 38 minuti, si parla delle caratteristiche dei bunker disseminati nello sterminato territorio russo. Ufficialmente, la puntata è stata concepita per essere rilasciata nell’anniversario del disastro di Chernobyl. In realtà, il Cremlino risponde direttamente agli Stati Uniti. Questi ultimi, infatti, hanno riattivato i rifugi antiatomici durante l'emergenza Coronavirus isolando il personale specifico coinvolto in missioni critiche. Il Ministero della Difesa russo, nella puntata concepita inizialmente per l’anniversario del disastro di Chernobyl, potrebbe aver percepito l’esigenza di implementare l'argomento Coronavirus, ricalibrando i contenuti con riprese ed informazioni supplementari. Ad esempio, le telecamere di Военной приемки si soffermano sulla delicata fase di discesa di un missile balistico intercontinentale di quinta generazione RS-24 Yars nel suo silo corazzato. L’RS-24 è una versione aggiornata del missile balistico Topol-M ed è stato testato ed ufficialmente presentato nel 2007, in risposta all’installazione dello scudo missilistico della NATO in Polonia. La scelta di mostrare l’RS-24, uno degli ICBM più veloci al mondo, non è casuale, ma una risposta diretta agli Stati Uniti. Il messaggio è chiaro: anche in gravi situazioni di emergenza le capacità decisionali, di difesa e rappresaglia della Russia resteranno integre. Nessun potenziale avversario potrebbe tentare di trarre vantaggio da una situazione di instabilità come quella venutasi a creare per il Covid-19.

I bunker di Mosca

La Protezione civile/ Гражданская оборона, gestisce le infrastrutture seminterrate (come i rifugi antiaerei per i civili) e metropolitane della Russia in caso di necessità. La metropolitana di Mosca, ad esempio, è stata appositamente progettata per resistere ad un attacco termonucleare. Nel 2015 il Cremlino ha attivato un programma di revisione dei principali siti corazzati gestiti dalla Protezione Civile, modernizzando il loro sistema vitale. Nel 2016 sono state organizzate delle esercitazioni su larga scala che hanno coinvolto oltre 40 milioni di persone. Il significativo incremento della capacità della testata W76-1 / Mk4A, detonazione flessibile e capacità di esplodere a qualsiasi quota all'interno dell’area letale di un bersaglio, rende verosimilmente superato lo standard minimo di protezione dei bunker ad uso civile. Valutazione, ovviamente, che non sarebbe condivisa da EMERCOM.

I bunker, come ad esempio quelli della tipologia "sfera", sono gestiti dall'FSB e dal Ministero della Difesa russo. Tali strutture sono ubicate in profondità nel terreno. Sistemi di supporto vitale consentono operazioni indipendenti per molti mesi a seguito di un attacco termonucleare diretto. I siti corazzati della tipologia sfera sono stati progettati per garantire la continuità di governo, comando e controllo durante una minaccia esistenziale. Il bunker sferoidale o esagonale poggia su ammortizzatori che attutiscono le onde d'urto di un'esplosione termonucleare. Nell'area di Mosca dovrebbero essere dodici i bunker governativi. Speculazioni, infine, sull’esistenza della linea ombra Metro-2.

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