New Hampshire, Sanders vince le primarie dem

La prossima tappa delle primarie democratiche saranno i caucus nello Stato del Nevada, seguiti dalle consultazioni nella Carolina del Sud

Bernie Sanders si è aggiudicato la vittoria alle primarie democratiche del New Hampshire, seguito a poca distanza dalla rivelazione Pete Buttigieg.

In base a quanto riporta La Repubblica, lo spoglio delle schede, ancora in corso, avrebbe ormai consolidato il primato del senatore del Vermont sul piano delle preferenze e tale risultato sarebbe pari al 26% dei voti.

Egli, fa sapere la testata, ha salutato i dati che, a mano a mano, confermavano il suo primato elettorale affermando:“E' l'inizio della fine per Donald Trump. Quello che abbiamo fatto insieme qui non è nulla di meno dell'inizio di una rivoluzione politica. Grazie per la vittoria di stasera, adesso vinceremo anche le prossime”.

Il secondo classificato nella competizione interna ai dem svoltati nello Stato del New England, che metteva in palio 24 delegati per la nomination liberal alla Casa Bianca, è appunto il giovane ex sindaco di South Bend, che ha riportato più del 24% dei consensi. Buttigieg, precisa l’organo di informazione italiano, si è immediatamente congratulato con l’esponente socialista: “Ammiravo il senatore Sanders quando ero studente al liceo. Oggi lo rispetto molto e mi congratulo con lui per la sua performance”.

Grazie alle percentuali ottenute, Sanders e Buttigieg si aggiudicheranno entrambi, a detta delle proiezioni citate dal quotidiano romano, nove delegati, mentre i restanti spetteranno agli altri candidati che sono riusciti a superare la soglia del 15% delle preferenze.

Oltre ai primi due classificati, a oltrepassare tale sbarramento numerico, evidenzia la testata, è stata soltanto la senatrice Amy Klobuchar, che ha strappato il terzo posto sul piano dei consensi racimolando grosso modo il 20% dei suffragi e vedendosi così assegnare 6 delegati. La stessa, segnala il medesimo giornale, ha reagito al suo terzo posto pronunciando le seguenti ottimistiche parole: “Io batterò Donald Trump”.

Lontani dal 15% dei voti si sono invece clamorosamente posizionati, sottolinea Repubblica, l’ex vicepresidente Usa Joe Biden ed Elizabeth Warren. Tutt’e due hanno raccolto in New Hampshire meno del 10% dei voti e, quindi, zero delegati.

Il primo, dopo avere appreso le pessime notizie sulla sua performance in questa seconda competizione primaria dei liberal, si è subito recato nella Carolina del Sud, dove avranno luogo, il 29 febbraio, nuove cruciali consultazioni interne al partito dell’asinello. Egli, sulla sua disfatta elettorale appena consumatasi, si è limitato a constatare, riporta lo stesso giornale: “Abbiamo sentito solo due Stati... non siamo che all'inizio”.

La senatrice Warren, segnala Repubblica, ha invece accolto i dati sulla sua performance non esaltante nella regione del New England ammettendo la sconfitta ma assicurando contestualmente che la sua corsa alle primarie democratiche non si fermerà affatto.

Sul pessimo risultato ottenuto proprio dalla Warren si è soffermato Donald Trump, pubblicando un tweet al veleno, citato dalla testata romana: “Elizabeth Warren, alle volte chiamata Pocahontas, sta avendo davvero una brutta notte”. Il tycoon, rimarca lo stesso organo di informazione, ha poi lasciato intendere di preferire Sanders come sfidante alle presidenziali di novembre, invece di Michael Bloomberg, che esordirà il 19 febbraio sul palco del nono dibattito tra i candidati democratici in programma a Las Vegas.

I candidati che hanno collezionato ancora meno preferenze nello Stato del granito, ossia l’imprenditore Andrew Yang e il senatore del Colorado Michael Bennet, hanno reagito al loro insuccesso annunciando subito, riferisce il giornale romano, il proprio ritiro dalla corsa per la nomina a leader del fronte progressista nella sfida nazionale contro Donald Trump.

Un altro esponente dem uscito con le ossa rotte dalle primarie in questione, l’ex governatore del Massachusetts Deval Patrick, dovrebbe invece, anticipa Repubblica, comunicare oggi stesso il suo abbandono dell’arena delle primarie.

La tappa successiva delle elezioni interne ai dem saranno i caucus del Nevada, al via il 22 di questo mese, seguiti appunto, il 29, dalle consultazioni nella Carolina del Sud.

Commenti

HappyFuture

Mer, 12/02/2020 - 10:58

Sanders è quello che espone meglio le cose da fare, a tutto tondo. Parla da ex 68, e i problemi sono tutti lì irrisolti. Solo con una incisiva politica "sociale" li si può affrontare. Trump è un "bugiardo". Il suo liberismo esasperato non ha risolto niente. Ha solo favorito i più ricchi. Continua a infischiarsene delle istituzioni, e ha messo su un sistema clientelare, che favorisce gli "amici". Le ultime esternazioni di William Barr a favore di Roger Stone, condannato per reati emersi nel Mueller Report, hanno irritato tutti. Bisognerà vedere l'esito del Jolly Bloomenberg quando entrerà nella mischia.

alox

Mer, 12/02/2020 - 11:14

Sanders, l'oppositore che vorrebbe Trump, perche' e' in socialista che vuole la rivoluzione, qui era il favorito...la strada e' lunga.