Clesio Tavares ha intenzione di vuotare il sacco, di parlare con il pm Edoardo De Santis e con la Gip Iole Moricca e di dire tutto quello che sa fornendo le prove che ha a disposizione. Nella lunga conversazione avuta con Il Giornale l’uomo considerato l’intermediario tra gli esecutori materiali (la cui intenzione di collaborare è stata appresa con favore dal camerunense) e il faccendiere Valter Lavitola (oggi in carcere in quanto mandante dell’attentato contro Sigfrido Ranucci) conferma la sua volontà (come anticipato ieri dal Tg1) di tornare in Italia e si dice contento che la “banda” del napoletano voglia dire tutto quello che sa. Aggiungendo “non so perché non hanno parlato prima”. I quattro infatti, che recentemente hanno incontrato nel carcere di Rebibbia uno dei loro legali, Generoso Pagliarulo, alla luce della confessione del faccendiere di pochi giorni fa, che ha confermato l’ipotesi della procura che lo vede come unico comandante dell’azione dinamitarda, hanno infatti scelto di avere un colloquio con gli inquirenti per fornire il loro punto di vista, specificando però di non conoscere Valter Lavitola.

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