Il taglio dei prezzi deciso da Eni piace agli automobilisti e trova sponde tra consumatori, gestori e associazioni di categoria. E, nel tardo pomeriggio di ieri, alla scelta del gruppo si è aggiunta anche Ip, pronta a seguire la strada della riduzione dei listini.
Tra le voci più nette a favore c’è quella del Codacons, che nei giorni scorsi aveva sollecitato proprio una misura di questo tipo. L’associazione replica a chi ipotizza iniziative contro gli sconti Eni. «Senza contare che, in un libero mercato, ogni operatore ha facoltà di scegliere autonomamente i prezzi al dettaglio e definire i propri margini di guadagno, libertà che non può essere difesa solo quando i listini salgono», ha osservato. Da qui l’avvertimento: «La concorrenza nel settore petrolifero, soprattutto in questo momento di grave emergenza, andrebbe incentivata e non ostacolata». Il Codacons si dice «pronto a denunciare nelle sedi competenti quelle organizzazioni che tenteranno di bloccare gli sconti Eni».
A misurare l’effetto della decisione è Adusbef, che sottolinea come il beneficio della misura debba essere valutato anche alla luce dell’andamento complessivo dei prezzi alla pompa. L’associazione richiama infatti il rischio che gli automobilisti possano subire un nuovo rincaro nei prossimi giorni, dopo la riduzione del taglio delle accise. «I benefici per gli automobilisti sono destinati ad aumentare se, come temiamo, il dimezzamento dello sconto scattato sabato interamente scaricato sui prezzi alla pompa», osserva il presidente Antonio Tanza.
Anche la Cgia di Mestre guarda con favore alla misura ed esprime «soddisfazione per lo sconto che da domani le aree di servizio Eni applicheranno sul prezzo di benzina e diesel». La situazione, avverte la Cgia, «resta comunque molto critica»: rispetto al 27 febbraio, presso i distributori Eni si pagherà comunque il 19,2% in più per la benzina e il 27,3% in più per il diesel.
Il consenso arriva anche dalla rete dei gestori. Federico Valacchi, presidente regionale Faib Confesercenti Toscana, chiarisce che «la decisione Eni va nella direzione che sosteniamo da mesi e i gestori sono favorevoli a ogni intervento che riduca il prezzo per gli automobilisti». Con una condizione: «Il costo non può ricadere su chi lavora con margini di pochi centesimi al litro». L’auspicio è che «iniziative analoghe possano essere adottate anche da altre compagnie».
Il quadro delle reazioni è quindi largamente positivo, con consumatori e gestori che riconoscono nella scelta del gruppo un intervento concreto. Il segnale prevalente è quello di un apprezzamento per una misura che punta a contenere una voce di spesa pesante per famiglie e imprese. L’adesione di Ip rafforza inoltre la dinamica concorrenziale e aumenta la pressione sulle altre compagnie, chiamate a misurarsi con una nuova fase di confronto sui listini.
Alla fine, però, arriva la nota dei taxi, che sommano il caro-carburanti alle altre questioni aperte con il governo e minacciano il fermo del servizio. Per Unica Taxi Filt Cgil e Uiltrasporti la situazione è «insostenibile». Nicola Di Giacobbe spiega che «il carburante è aumentato, ma aumenta un po’ tutto e diventa insostenibile con la tariffa che il Comune ci impone». I sindacati avvertono: «Aspettiamo il confronto, ma se non avverrà siamo pronti alla mobilitazione». Massimo Longo, responsabile del settore taxi di Uiltrasporti, precisa che «l’idea di uno sciopero c’è, ma non è legata solo al caro-carburanti».
