Nonostante il caldo, a differenza di Parigi, Milano non ha rinunciato al suo Pride. L’orario di partenza è stato spostato avanti di un’ora, alle 17 invece che alle 16, ma i carri hanno comunque sfilato in città con migliaia di persone a piedi che hanno seguito il corteo. A sorpresa, al carro dei dem, si è presentata anche Elly Schlein. Ha scattato alcune fotografie e scambiato qualche parola ma non è chiaro se seguirà l’intero corteo o se la sua sia stata una toccata e fuga, visto che questa sera è attesa a Parma alla festa del Pd.
“L'omotransfobia uccide. Purtroppo, ha ucciso anche Mirko Moriconi, ucciso a colpi di fucile da suo padre insieme alla madre, che qualche tempo fa aveva anche scritto sui social ‘per mio padre meglio morto che gay’. L'omotransfobia purtroppo uccide e penso che davanti a questa tragedia bisogna che riflettano tutta la società e tutta la politica, perché qualcuno ancora si chiede che senso abbia fare i Pride”, ha detto a margine della manifestazione. “Questo è il senso: cambiare la cultura in un paese dove l'omotransfobia purtroppo continua a fare vittime, perché alla fine l'odio e la discriminazione per le persone LGBTQ+ portano alla violenza, violenza in tante forme, fisica, mentale e dobbiamo tenerne conto. E qualcuno ancora si stupisce del perché noi vogliamo una legge contro l'odio, contro l'omobilesbotransfobia come era il DDL Zan che è stato affossato in Parlamento”, ha concluso prima di tornare a fare le foto.
Quindi, l’attacco all’attuale governo, perché, dice, "dovremmo cambiare noi le cose visto che con questa maggioranza mi sembra molto difficile fare passi avanti". Anzi, ha proseguito, "se ne stanno facendo indietro come l'approvazione del pessimo ddl Valditara che fa il contrario di quello che servirebbe, cioè la prevenzione del bullismo in ogni sua forma perché limita fortemente e, addirittura, nei primi anni di scuola proibisce l'educazione all'affettività, alle differenze, al rispetto. E invece ce n'è molto bisogno come ci chiedono studentesse e studenti con la loro stessa voce". Evidentemente è in campagna elettorale, spera ancora di poter essere l’anti-Meloni alle prossime elezioni come leader del campo largo ma, al di là del fatto che gli italiani hanno dimostrato alla sinistra che vogliono concretezza e non un programma elettorale acchiappavoti, nemmeno a sinistra sembrano orientati a sceglierla come leader.
Ma, commettendo gli stessi errori del passato, Schlein insiste nel denigrare il Paese: “C'è un dato abbastanza impressionante, ogni anno c'è una classifica che è fatta da Ilga Europe che raccoglie tante associazioni che si occupano dei diritti LGBTQ+ e fanno una mappa dell'Europa in cui il nostro Paese è sempre più scuro. È come se ci fosse ancora un muro che divide l'Europa. Il nostro Paese è stato tra quelli più retrogradi sul riconoscimento dei diritti Lgbtq+. Siamo credo scivolati alla posizione 36 su 49 in Europa. noi vogliamo portare l'Italia in Europa, più vicino a quei Paesi europei che invece hanno già approvato leggi contro l'odio, hanno già il matrimonio egualitario, il riconoscimento dei diritti delle figlie e dei figli delle coppie omogenitoriali.
È questo che bisogna fare, è una società più inclusiva e anche quella più sicura per tutti e per tutte, perché non marginalizza e non discrimina nessuno”. Una semplificazione troppo facile per Schlein, che sul tema della sicurezza ignora il vero problema di questo Paese.