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Al Milano Pride

Milano Pride, Schlein: "Il ddl Valditara proibisce l'educazione all'affettività". Il ministro: "Non conosce ciò che critica o mente"

La segretaria del Pd è passata per salutare gli esponenti del carro dem prima di andare a Parma

Schlein sfida il caldo e si ricorda dei gay in vista delle elezioni. L'attacco al governo

Nonostante il caldo, a differenza di Parigi, Milano non ha rinunciato al suo Pride. L’orario di partenza è stato spostato avanti di un’ora, alle 17 invece che alle 16, ma i carri hanno comunque sfilato in città con migliaia di persone a piedi che hanno seguito il corteo. Sul carro dell’apertura sono salite Elodie e Paola Barale con orecchie da gatto. A sorpresa, al carro dei dem, si è presentata anche Elly Schlein. Ha scattato alcune fotografie e scambiato qualche parola ma non è chiaro se seguirà l’intero corteo o se la sua sia stata una toccata e fuga, visto che questa sera è attesa a Parma alla festa del Pd.

“L'omotransfobia uccide. Purtroppo, ha ucciso anche Mirko Moriconi, ucciso a colpi di fucile da suo padre insieme alla madre, che qualche tempo fa aveva anche scritto sui social ‘per mio padre meglio morto che gay’. L'omotransfobia purtroppo uccide e penso che davanti a questa tragedia bisogna che riflettano tutta la società e tutta la politica, perché qualcuno ancora si chiede che senso abbia fare i Pride”, ha detto a margine della manifestazione. “Questo è il senso: cambiare la cultura in un paese dove l'omotransfobia purtroppo continua a fare vittime, perché alla fine l'odio e la discriminazione per le persone LGBTQ+ portano alla violenza, violenza in tante forme, fisica, mentale e dobbiamo tenerne conto. E qualcuno ancora si stupisce del perché noi vogliamo una legge contro l'odio, contro l'omobilesbotransfobia come era il DDL Zan che è stato affossato in Parlamento”, ha aggiunto.

Quindi, l’attacco all’attuale governo, perché, dice, "dovremmo cambiare noi le cose visto che con questa maggioranza mi sembra molto difficile fare passi avanti". Anzi, ha proseguito, "se ne stanno facendo indietro come l'approvazione del pessimo ddl Valditara che fa il contrario di quello che servirebbe, cioè la prevenzione del bullismo in ogni sua forma perché limita fortemente e, addirittura, nei primi anni di scuola proibisce l'educazione all'affettività, alle differenze, al rispetto. E invece ce n'è molto bisogno come ci chiedono studentesse e studenti con la loro stessa voce". Evidentemente è in campagna elettorale, spera ancora di poter essere l’anti-Meloni alle prossime elezioni come leader del campo largo ma, al di là del fatto che gli italiani hanno dimostrato alla sinistra che vogliono concretezza e non un programma elettorale acchiappavoti, nemmeno a sinistra sembrano orientati a sceglierla come leader.

Alle parole di Schlein ha replicato a strettissimo giro proprio il ministro dell’Istruzione: “L'onorevole Schlein si candida a governare l'Italia per cambiare tra l'altro la legge Valditara sul consenso informato, poiché questa legge proibirebbe l'educazione alla affettività, alle differenze e al rispetto, impedendo la prevenzione dal bullismo. Delle due, l'una: o l'onorevole Schlein, come spesso le succede, non conosce ciò che critica, oppure non dice la verità consapevolmente”. La legge sul consenso informato, ha aggiunto il ministro, “rinvia alle indicazioni nazionali e alle nuove linee guida che prevedono espressamente, senza possibilità di consenso informato, l'educazione al rispetto, alle relazioni, all'empatia affettiva e relazionale, educano al contrasto di ogni forma di bullismo e di violenza, comprese la violenza e la discriminazione di genere. Credo che candidarsi a governare il paese non conoscendo le norme o modificandole a piacimento non sia di buon auspicio”.

Inoltre, Schlein commette gli stessi errori del passato credendo di conquistare voti denigrando il suoPaese: “C'è un dato abbastanza impressionante, ogni anno c'è una classifica che è fatta da Ilga Europe che raccoglie tante associazioni che si occupano dei diritti LGBTQ+ e fanno una mappa dell'Europa in cui il nostro Paese è sempre più scuro. È come se ci fosse ancora un muro che divide l'Europa. Il nostro Paese è stato tra quelli più retrogradi sul riconoscimento dei diritti Lgbtq+. Siamo credo scivolati alla posizione 36 su 49 in Europa. noi vogliamo portare l'Italia in Europa, più vicino a quei Paesi europei che invece hanno già approvato leggi contro l'odio, hanno già il matrimonio egualitario, il riconoscimento dei diritti delle figlie e dei figli delle coppie omogenitoriali. È questo che bisogna fare, è una società più inclusiva e anche quella più sicura per tutti e per tutte, perché non marginalizza e non discrimina nessuno”. Una semplificazione troppo facile per Schlein, che sul tema della sicurezza ignora il vero problema di questo Paese.

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