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Pro Pal, due attivisti denunciati per le manifestazioni di Torino si tolgono la vita

Erano stati entrambi denunciati, in distinte manifestazioni, per gli episodi di Torino

Pro Pal, due attivisti denunciati per le manifestazioni di Torino si tolgono la vita
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Due soggetti appartenenti all’area antagonista ed esponenti del movimenti pro Pal si sono tolti la vita. È avvenuto in luoghi e giorni diversi. Erano stati entrambi denunciati, in distinte manifestazioni, per gli episodi di Torino e a raccontare la loro storia è stato Claudio Novaro, avvocato, che dal sito Volerelaluna non risparmia critiche al sistema giudiziario torinese.

Uno dei due, che identifica come F., era diventato suo cliente a seguito dell'indagine che lo vedeva coinvolto ed era originario di Savona, anche se da anni viveva a Torino, dove aveva studiato. “A differenza di tutti gli altri e le altre, si è visto applicare la misura del divieto di dimora a Torino”, ha dichiarato l’avvocato, mentre gli altri hanno avuto l’obbligo di dimora a Torino. “Nell’ultima conversazione telefonica che aveva avuto con il mio studio gli era stato spiegato che si trattava di una misura temporanea, destinata ad essere modificata o revocata nel giro di qualche mese. Dopo un paio di giorni F. ha deciso di togliersi la vita”, scrive l’avvocato. Si è gettato da un dirupo e avrebbe lasciato un foglio da cui, sostiene l’avvocato, “sembra di capire che il provvedimento giudiziario, che riteneva profondamente iniquo, abbia avuto un peso non irrilevante”.

L’altro soggetto che ha deciso di togliersi la vita è parte della stessa galassia antagonista e i compagni lo identificano come “Chimi”, soprannome di Andrea, che si è tolto la vita pochi giorni fa. “Ha camminato al nostro fianco per le strade della nostra città e per i sentieri delle Val di Susa. Sono inquantificabili i cortei, le assemblee, i momenti di socialità che abbiamo condiviso in quelle giornate e serate interminabili”, scrivono i “compagni”, i quali avrebbero voluto partecipare al suo funerale a Settimo Milanese ma l’avvocato Novaro sostiene che questo permesso, in ragione dell’obbligo di dimora, non sia stato concesso dal magistrato di turno per assenza di valide motivazioni. “Una giustizia che espunge da sé ogni sentimento di umana compassione e sensibilità finisce per assumere i tratti morali dell’ingiustizia”, ha dichiarato l’avvocato. Il legale, quindi, accusa anche il governo Meloni e i dispositivi emessi negli ultimi anni per contenere le violenze delle manifestazioni, definendolo un esecutivo “così attento alla repressione di tutto ciò che si connette con la protesta sociale”.

Di diverso tenore il messaggio dei “compagni” nel comunicato: “Questo è un mondo che non lascia spazio all’autenticità, ai cuori che battono forte, che ti rende ostile se dalla vita pretendi qualcosa in più delle briciole. È questo il mondo che ce l’ha portato via. È questo il mondo che vogliamo distruggere anche per onorare Andrea e la sua vita”.

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