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Nazionale

Report, il Cdr dice no al rinvio: “La Rai faccia chiarezza su Ranucci”

Nuovo confronto con il direttore dell’Approfondimento Paolo Corsini, che si prende 24 ore per le valutazioni. Il Comitato di redazione chiede di tutelare il programma e respinge qualsiasi ipotesi di rinvio. Sullo sfondo resta la rivolta degli inviati

Ranucci

Non si placa la tensione attorno a Report. Dopo la minaccia degli inviati e lo scontro sulla nuova conduzione, a intervenire è il Cdr Approfondimento della Rai, convocato dal direttore Paolo Corsini per un nuovo confronto sul futuro della trasmissione. “Nell’incontro, al quale ha partecipato anche il Segretario dell’Usigrai, abbiamo ribadito come il marchio Report sia un patrimonio della Rai e di chi ci lavora, e meriti scelte condivise e rispettose anche delle relazioni sindacali”, si legge nella nota diffusa dal Comitato di redazione. Nei giorni scorsi una parte degli inviati aveva contestato duramente la scelta aziendale, chiedendo di essere coinvolta nelle decisioni sul futuro della trasmissione e opponendosi alla soluzione individuata per la conduzione. Una protesta che ha finito per trasformare il caso Ranucci in uno scontro più ampio tra la squadra di Report e i vertici di Viale Mazzini.

Il Cdr mette però un punto fermo sulla data di partenza: “In questo quadro abbiamo precisato che ogni ipotesi di rinvio della data di messa in onda del programma ci trova contrari. Sarebbe un danno per la Rai e gli ascolti di Rai3 e per gli utenti del Servizio Pubblico che si aspettano il ritorno delle inchieste di Report”. Il direttore “si è preso 24 ore per esprimere le sue valutazioni su quanto emerso nella riunione che ha avuto oggi con una parte di lavoratrici e lavoratori del programma”.

Ma il nodo resta la sostituzione di Ranucci. Il Comitato torna infatti a chiedere che l’azienda renda pubbliche le ragioni che hanno portato alla decisione: “Abbiamo rinnovato dunque alla Direzione Approfondimento la richiesta di tutelare la trasmissione e la redazione dagli attacchi di chi mira a distruggerne la credibilità perché teme il giornalismo d’inchiesta”. E ancora: “A questo proposito abbiamo nuovamente chiesto che l’Azienda renda note le motivazioni che hanno spinto la Rai alla sostituzione di Sigfrido Ranucci, sottolineando come a tutela di tutti i giornalisti Rai anche per il futuro debba esserci chiarezza sulle ragioni delle scelte aziendali”.

La partita resta aperta. Corsini ha chiesto 24 ore, il Cdr pretende chiarezza e gli inviati continuano a fare “pressing”. Sullo sfondo resta una domanda sempre più difficile da aggirare, chi avrà davvero l’ultima parola sul futuro di Report, la Rai o la sua redazione?

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