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Amanda Knox torna in Italia (e in tv): “Non dimentico Meredith, le accuse contro di me sono misoginia”

Amanda Knox parla a Verissimo e ripercorre le critiche che in questi anni l’hanno accompagnata dopo l’assoluzione per il delitto di Perugia, in particolare quelle degli ultimi mesi per il suo spettacolo di stand up comedy

Amanda Knox

Ci sono volti di casi giudiziari che l’opinione pubblica tende a non perdonare nonostante l’assoluzione: uno di questi è probabilmente quello di Amanda Knox, assolta in Cassazione nel 2015 per l’omicidio della coinquilina Meredith Kercher. Le due - Knox statunitense e Kercher britannica - condividevano un appartamento con altre studentesse in via della Pergola a Perugia, quando Kercher venne trovata uccisa il 2 novembre 2007.

Amanda Knox è tornata in Italia e ha rilasciato un’intervista a Silvia Toffanin, intervista che andrà in onda a Verissimo domenica 27 settembre alle 16.30 su Canale 5. Il dialogo prenderà le mosse dallo spettacolo di stand up comedy Cartwheel che Knox sta proponendo negli Usa, spettacolo che ha attirato molte critiche, in particolare da parte dei famigliari della vittima del delitto di Perugia. “Non faccio ironia su un omicidio. La sua famiglia ha perso una figlia e una sorella nel modo più atroce possibile e quindi sono giustificati nel sentirsi per sempre arrabbiati, però mi spiace che si sentano feriti dalla persona sbagliata”, ha spiegato Knox.

Secondo l’americana, nel cui show si parla del suo privato, “ogni volta che parlo di quello che è successo a me, parlo anche di quello che è successo a Meredith. Il fatto che nessuno ricordi il nome della persona che l’ha violentata e uccisa è una tragedia”. Il riferimento è a Rudy Guede, la persona che nel 2010 è stata condannata in via definitiva per l’omicidio in concorso con presunti ignoti mai individuati dalla giustizia.

Nel ripercorrere la vicenda delittuosa e quella giudiziaria, Knox paragona se stessa a Kercher: “Penso che questa sia una storia di misoginia: le è stata tolta la vita come se non valesse niente e io sono stata messa in carcere come se non valessi niente,

quando eravamo entrambe innocenti”.

Insieme ad Amanda Knox fu accusato del delitto e assolto anche il giovane con cui aveva una relazione all’epoca, Raffaele Sollecito, che nei mesi scorsi, in un’intervista a Belve Crime da Francesca Fagnani, ha raccontato di come creda che una maggioranza di italiani lo ritenga responsabile. Tuttavia va ricordato come sia Knox che Sollecito siano stati ritenuti estranei all’omicidio. I due ex si sentono ancora e sono amici.

“Ci vogliamo ancora bene - ha proseguito Knox - Quando sono tornata in Italia abbiamo fatto finalmente il viaggio a Gubbio che dovevamo fare quella mattina. […] Lui spingeva il passeggino di mia figlia. Un artista di strada si è avvicinato e gli ha chiesto se fosse sua la bambina e lui ha risposto di no. In quel momento mi è venuto in mente che le nostre vite potevano essere diverse”.

Presenti in studio anche Christopher, il marito di Knox, con i figli Eureka ed Echo. L’uomo, per la prima volta ospite in tv, ha commentato: “Penso che Amanda sia la persona più coraggiosa che io conosca. Sono veramente orgoglioso di lei. Giorno dopo giorno mi ricorda come posso essere una persona migliore e più forte”.

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