Ottant’anni di Miss Italia in un anno particolarmente simbolico, quello in cui l’Italia celebra gli 80 anni della Repubblica e del voto alle donne. Un anniversario che offre a Patrizia Mirigliani, alla guida del concorso dopo aver raccolto l’eredità del padre Enzo, l’occasione per raccontare una manifestazione che continua a cambiare senza rinnegare la propria storia.
Nato nel 1939 e diventato Miss Italia nel 1946, il concorso è stato guidato da Enzo Mirigliani dal 1959. Oggi, alla conferenza stampa di Miss Italia 2026, nella sede della Regione Lazio, abbiamo incontrato Patrizia Mirigliani.
«Ho cercato di lasciare Miss Italia il più possibile fedele ai suoi valori e, per tanti anni, anche alla procedura che adottava mio padre. Poi è cambiato il mondo».
A essere cambiato è soprattutto il rapporto con le nuove generazioni. «Le ragazze di oggi mi parlano di un prima e di un dopo Covid. Per loro è stato il primo grande trauma. È cambiato il mondo e dobbiamo trovare formule sempre diverse per parlare ai giovani e far parlare i giovani».
DAI 12 MILIONI DI SPETTATORI AI SOCIAL
Un tempo le finali di Miss Italia su Rai 1 raggiungevano milioni di spettatori. Oggi il pubblico è soprattutto sui social.
«Quando facevamo le serate su Rai 1 e raggiungevamo 12 milioni di spettatori erano tempi diversi. Non possiamo aspettarci oggi quello che è successo ieri. Dobbiamo portare il mondo giovanile vicino a noi e parlargli con un linguaggio diverso».
La trasformazione, però, non mette in discussione il concorso: «Miss Italia ha ragione di esistere perché Miss Italia è sempre Miss Italia».
Televisione e social, secondo Mirigliani, devono convivere: «I ragazzi oggi stanno più sui social che davanti alla televisione. Dobbiamo parlare a due realtà diverse, con due lingue diverse».
LA BELLEZZA NON BASTA
La bellezza resta il punto di partenza, ma oggi non è sufficiente. «È importante soprattutto la capacità di comunicare, non solo per chi vuole entrare nel mondo dello spettacolo, ma in tutti gli ambiti».
Le ragazze di oggi, osserva Mirigliani, sono «più realiste, più concrete, in certi versi più spaventate, ma anche più concentrate e più profonde».
Miss Italia può ancora essere un trampolino di lancio? «Assolutamente sì. Me ne rendo conto ogni giorno di più. Ma per costruire una carriera ci vogliono menti pensanti».
Anche l’Academy punta sulla formazione: «Miss Italia è sempre stata un’Academy, in fondo». E rivendica: «Noi siamo il più vecchio talent della storia, perché siamo andati in televisione portando ragazze sconosciute».
FIORETTA MARI: «SE HAI CARISMA, PASSI»
Alla conferenza stampa abbiamo incontrato anche Fioretta Mari, attrice, doppiatrice e insegnante di dizione e recitazione. Il suo messaggio alle ragazze è diretto: «Se hai carisma, passi. Se non hai carisma, ciao!».
Per Mari la bellezza da sola non basta: servono autenticità, personalità, talento e un sogno da inseguire. Figlia d’arte e appartenente a una famiglia con dieci generazioni di attori, è stata storica insegnante di Amici. Nel 2008 riconobbe inoltre il talento di una giovane Miriam Leone, allora concorrente di Miss Italia.
Sulla forza di un artista non ha dubbi: «La famiglia».
«UNA DONNA È INTELLIGENTE IN BIKINI COME VESTITA»
È uno dei passaggi più forti dell’intervista a Mirigliani, che difende la libertà delle donne di mostrarsi senza essere giudicate.
«Una donna è libera di essere se stessa. È intelligente in bikini, è intelligente vestita. Se è una donna in gamba, lo può essere in ogni circostanza della vita».
Il problema, secondo la patron, sono i pregiudizi: «Non dobbiamo relegare la donna a un ruolo per darle consistenza. Tante volte si dà poca consistenza alle donne in partenza».
E sulle critiche del femminismo aggiunge: «Rispetto tutte le posizioni, perché è giusto che ognuno abbia il proprio pensiero. Però vorrei che venissero a vedere chi siamo e cosa facciamo. Che cos’è veramente Miss Italia».
L’EREDITÀ DI ENZO
Gli 80 anni sono anche un momento per riflettere sul rapporto tra Miss Italia e la storia delle donne.
«Credo che non sia stato casuale che nasca il titolo Miss Italia insieme a un momento così importante per le donne e per la democrazia».
Ma la battaglia per la parità non è conclusa: «Non credo che siamo a un livello tale da poter dire che abbiamo vinto le nostre battaglie».
Infine, il pensiero va al padre Enzo. «Mio padre ha vissuto il periodo più bello, quando la bellezza non era sotto attacco, quando la bellezza non era una colpa».
Secondo Patrizia, la bellezza è stata spesso mercificata, mentre Miss Italia ha cercato di valorizzarla con rispetto. «Mio padre avrebbe sofferto tantissimo nel vedere che cosa avevano fatto della sua creatura».
Patrizia non si è mai sentita pienamente all’altezza di quell’eredità: «Non mi sono mai sentita la degna erede. Con un padre così mi sentivo sempre un passo indietro».
Poi la certezza: «Penso che oggi sarebbe contento, perché ce l’abbiamo fatta».
E resta una frase che Enzo le ripeteva: «Sei testarda. Questa è una cosa a tuo favore».
