Christine Lagarde è ottimista: ieri, intervenuta a una riunione a porte chiuse del Wef, ha promosso le riforme del mercato unico e la necessità di non perdere la seconda era della rivoluzione digitale. Ha però glissato sul tema del futuro dei tassi di interesse, preferendo evidenziare come l’economia stia crescendo nel 2026 (+0,4% il Pil del Q2) nonostante i dazi e shock energetici. Sulla carta, però, i presupposti per una nuova stretta il 10 settembre (dopo il ritocco al 2,25% di giugno) ci sarebbero tutti: l’inflazione di luglio si è attestata al 2,9%, mentre è stimata al 3% per il resto dell’anno. Tuttavia, nel board prevale la prudenza, sia per la situazione geopolitica che per il timore di ripetere i passi falsi di Trichet nel 2008 e 2011.
Nel frattempo, anche negli Stati Uniti ci sono molte domande sul futuro dei tassi di interesse. Con l’inflazione di luglio in linea con le attese (al 3,4%) e i prezzi della produzione inferiori al consenso, si sono ridimensionate le aspettative di un intervento già a settembre, con i futures sui Fed Funds che assegnavano una probabilità del 31% a un rialzo di 25 punti base nella riunione del 16 settembre. La Fed, come è chiaro anche dal verbale della riunione di luglio, è spezzata, con tre membri che avevano già votato per un aumento dei tassi. In generale, l’inflazione è ancora troppo alta e ben lontana dall’obiettivo del 2% che, secondo il presidente Kevin Warsh, deve essere raggiunto entro il 2028. A preoccupare la Fed però, come riportato dai verbali, non sono solo i dati economici, ma anche gli aspetti che definiscono il mercato: le tensioni geopolitiche, sicuramente, ma anche l’AI, diventata una vera e propria variabile economica. In questa ottica, alcuni membri hanno detto esplicitamente che le condizioni finanziarie potrebbero non essere sufficientemente restrittive per riportare l’inflazione al 2% e che sarebbe meglio alzare i tassi ora, evitando una stretta molto più pesante in futuro. In risposta il mercato prevede almeno un aumento dei tassi da qui a fine anno con una probabilità del 93%.
