Giorgia Meloni parte dalle bollette. Da Praga, al termine dell’incontro con il premier ceco Andrej Babis, la presidente del Consiglio torna sul caro energia e sull’appello rivolto nei giorni scorsi alle grandi aziende perché facciano la loro parte. “Sono stata molto contenta dell’adesione all’iniziativa sui carburanti prima di Eni, poi di IP e Q8”, ha spiegato, ringraziando anche Azerbaigian e Kuwait per la disponibilità mostrata verso l’Italia. Dopo Eni, infatti, anche IP e Q8 hanno deciso di intervenire sui prezzi alla pompa.
Adesso il ragionamento si sposta anche sulle utenze domestiche. “Oggi vedo che si allarga il tema anche alle bollette”, ha detto la premier, auspicando che altri operatori scelgano di “dare una mano” e di fare “del loro meglio, compatibilmente con quello che si può fare in un momento di difficoltà”. Un invito che arriva dopo la decisione di Eni, attraverso Plenitude, di intervenire anche sui costi di luce e gas. Il tema dell’energia ha occupato una parte importante anche del confronto con Babis. Italia e Repubblica Ceca vogliono arrivare al prossimo Consiglio europeo con una posizione comune su alcune delle regole che, secondo i due governi, finiscono per aggravare i costi per famiglie e imprese. Tra queste c’è l’Ets, il sistema europeo delle quote di emissione, ma anche il nuovo Ets2 e le norme sul metano. Per Meloni non riguarda soltanto il prezzo finale delle bollette, il problema è anche la competitività dell’industria europea e il rischio che costi energetici troppo elevati rendano sempre più difficile competere con Stati Uniti e Asia.
Poi l’interesse per una collaborazione più stretta con Praga sul nucleare di nuova generazione. “Siamo entrambi impegnati a diversificare le fonti di approvvigionamento”, ha spiegato la premier. La Repubblica Ceca sta investendo sui piccoli reattori modulari, mentre l’Italia ha riaperto il dossier nucleare: “Penso che sia un settore in cui potremmo lavorare molto bene”.
Il Piano d’azione Italia-Repubblica Ceca 2026-2030 dovrà funzionare come una “roadmap” per aumentare gli investimenti, favorire nuove opportunità per le imprese e rafforzare i legami tra Roma e Praga. “Possiamo dire senza timore di smentita che Italia e Repubblica Ceca sono state più vicine che mai”, ha detto indicando nella complementarietà dei due sistemi produttivi uno dei punti di forza del rapporto bilaterale. La collaborazione riguarda anche difesa, infrastrutture, filiere industriali e immigrazione.
Insomma, da Praga la premier è intervenuta anche sul caso Giulio Regeni. Il giorno dopo la sentenza che ha condannato tre esponenti dei servizi egiziani a dieci anni per il sequestro del ricercatore italiano, Meloni ha ribadito la posizione del governo: “Siamo vicini alla famiglia e determinati a cercare la verità”. Poi aggiunge che chiudere i canali con l’Egitto rischia di allontanare lo Stato italiano dai propri obiettivi.
