Ronaldo a 42 anni deve giocare per forza nel Portogallo? No. È simpatico? Manco un po’. Doveva restare al ritiro? Sì, mica è il Papa. Ma un simbolo del genere non puoi non trattarlo con un minimo di garbo.
La storia di Christina Pike che sopravvive a due iniezioni letali nel braccio della morte è pazzesca. Però in questa vicenda, con tutti a sperare che non venga eseguita la pena capitale, mi pare che stiamo dimenticando una persona. Ovvero la povera compagna di classe ammazzata a 18 anni in maniera orribile, addirittura col corpo deturpato. Insomma: brutta la pena di morte, avrà sicuramente subito abusi e avrà avuto problemi mentali, però insomma ricordiamo anche il crimine che ha commesso. Che non è roba da poco.
Trovo interessante questo passaggio dell’intervista al generale Garofano, su Garlasco. Parla delle due presunte controanalisi sul pedale della bici di Stasi. “Qualunque analisi successiva non cancella la presenza di Dna di Chiara sui pedali ed è stato confermato anche dai consulenti della Procura. (…) Il dato del Dna di Chiara sui pedali è rimasto tale”. Lo dice anche la difesa dei Poggi. E io aggiungo: non so chi abbia ragione, ma i titoli di questi giorni sono un po’ troppo schiacciati sulla tesi della Procura e dei periti di parte. Possiamo almeno ascoltare anche gli altri?
Sul caso Stasi, mi chiedo: ma siamo sicuri che quei Raw Data, di cui tanto si parla, siano davvero delle “controanalisi”? Oppure sono semplici errori di caricamento o di gestione dei dati? Voglio dire: prima di arrivare a una conclusione, possiamo dare tempo al tempo e vedere se emergono altre possibili letture? Lo dico perché so come funziona la giustizia italiana. A volte ci si convince in buona fede di qualcosa e si finisce, involontariamente, con l’omettere tante altre sfaccettature. Per dire: quando indagarono me perché mi ero introdotto tramite un buco nella rete nell’aeroporto di Bologna, senza che nessuno se ne accorgesse, il pm mi aveva portato a processo… senza aver mai visto il video in cui mostravo cosa avevo fatto. Capito? Evidentemente si era basato solo sulla denuncia e non aveva avuto manco l’ardire di aprire internet per guardarsi il reportage. Fidarsi è bene, anche dell’ottimo Napoleone e dei carabinieri di Milano. Ma non fidarsi del tutto è sempre meglio.
Forza Sgarbi.
Gli studenti in Francia mettono a ferro e fuoco le città. I francesi hanno una storia di ribellioni sociali, quindi non mi sorprende. Ma l’idea che un ragazzo dia fuoco all’aula magna del suo istituto a me fa orrore. Non provo nessuna ammirazione per chi sfascia beni pubblici o privati, quale che sia il motivo della sua rabbia.
La storia dell’inaugurazione del Salone Nautico senza Silvia Salis, tenuta giù dal palco, è patetica. Patetica per il cerimoniale, ma anche per la polemica. Signori: vogliamo parlare di industria e investimenti, invece di chi è salito sul palco?
