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decollati jet israeliani

Allarme sul volo Dubai-Tel Aviv, passeggeri: “Copilota ha accoltellato il comandante”. Israele: “Voleva far schiantare l’aereo”. Al vaglio la pista terroristica

Il volo Flydubai FZ1073 ha lanciato un segnale d’emergenza mentre sorvolava l’Arabia Saudita. Il codice associato a una possibile interferenza illecita ha fatto scattare l’allarme in Israele. I piloti sarebbero uno dell’Oman e l’altro emiratino

volo dubai tel aviv

Un codice d’emergenza lanciato dalla cabina di pilotaggio, una brusca variazione di quota e di rotta sopra l’Arabia Saudita e, soprattutto, un segnale che nell’aviazione internazionale può indicare un possibile dirottamento. Sono ancora da chiarire i contorni dell’emergenza scattata questa mattina a bordo del volo Flydubai FZ1073, partito da Dubai con 174 passeggeri a bordo e diretto all’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv.

Il codice 7700 e l’allarme

La segnalazione ha immediatamente attivato le procedure di sicurezza. Secondo quanto riferito da Ynet, caccia israeliani sarebbero stati fatti decollare in seguito all’allarme. A rendere l’episodio particolarmente delicato è il fatto che il Boeing 737 MAX 8, registrato A6-FKF, avrebbe brevemente modificato il codice del transponder da 7700 a 7500 per poi tornare nuovamente al 7700. Il codice 7500 viene utilizzato in aviazione per indicare una possibile “unlawful interference”, cioè un’interferenza illecita sul volo, categoria nella quale rientra anche un dirottamento.

Secondo il Times of Israel, che cita i dati di tracciamento del volo, l’aereo ha trasmesso il codice transponder 7700 mentre si trovava sopra l’Arabia Saudita. Si tratta del cosiddetto “squawk” utilizzato internazionalmente per segnalare una situazione generale di emergenza a bordo. Contemporaneamente, il velivolo ha modificato la propria traiettoria mentre era in discesa, allontanandosi dalla rotta prevista verso Israele.

Secondo quanto riferito dal Times of Israel, che cita fonti della sicurezza israeliana, l’episodio che avrebbe portato l’aereo a trasmettere prima il codice relativo a una possibile “interferenza illecita” e poi quello di emergenza generale sarebbe stato provocato da un alterco tra i piloti a bordo. Canale 12 ha riferito che FlyDubai ha annunciato ufficialmente che “i piloti hanno avuto una colluttazione in cabina di pilotaggio durante il volo, fino a quando uno di loro ha perso conoscenza”.

Le testimonianze dei passeggeri

Un passeggero ha raccontato a Channel 12 che il copilota ha accoltellato ripetutamente il comandante con un coltellino. Diversi membri dell’equipaggio e passeggeri sono riusciti ad aprire con la forza la porta della cabina di pilotaggio e a immobilizzare il copilota. “Solo i passeggeri israeliani sono intervenuti. Ci sono persone con le magliette completamente ricoperte di sangue”, ha detto. Noa, un’altra passeggera che si trovava sul volo, ha raccontato: “È stato molto angosciante. Abbiamo capito che il pilota era stato accoltellato e l’aereo ha iniziato a precipitare. L’aereo ha cominciato a muoversi da una parte all’altra. Abbiamo capito che i piloti avevano perso il controllo perché uno di loro era stato accoltellato. L’aereo è sceso rapidamente ed è stato davvero spaventoso”, ha aggiunto.

In un video girato pochi istanti dopo la colluttazione in cabina di pilotaggio, un passeggero con il volto insanguinato dice alla telecamera: “Siamo qui durante il dirottamento di un aereo. A questo punto abbiamo neutralizzato i terroristi, ci stiamo avvicinando all’atterraggio. Chiunque mi stia ascoltando, abbiamo bisogno di aiuto.” “Stiamo atterrando a Tabuk, a quanto pare in Arabia Saudita. Una zona sconosciuta, che non conosciamo. Sull’aereo, tutti stanno bene, tranne il pilota. Abbiamo bisogno di aiuto.”

Le prime foto emerse mostrano un passeggero con la camicia insanguinata in seguito alle violenze che si sarebbero verificate nella cabina di pilotaggio. Cresce, inoltre, il sospetto che dietro il presunto dirottamento possa nascondersi un tentativo di suicidio legato a cause personali o a un attacco terroristico.

Le prime immagini disponibili mostrano l’aereo con evidenti danni al timone di coda. Le immagini mostrano che una sezione del timone è mancante dallo stabilizzatore verticale. Durante l’incidente, il Boeing ha effettuato una brusca picchiata, precipitando da 34.000 a circa 17.000 piedi in meno di un minuto.

Israele non esclude l’ipotesi terrorismo

Secondo quanto riportato da Channel 12, a bordo dell’aereo si trovava una seconda squadra di piloti in abiti civili. Si tratterebbe dei passeggeri che hanno impedito a uno dei piloti di prendere il controllo del velivolo. Un alto funzionario israeliano ha dichiarato alla testata giornalistica che, se i piloti non fossero stati a bordo dell’aereo, l’incidente avrebbe potuto avere un epilogo simile agli attentati dell’11 settembre 2001 o alla presa di ostaggi di Entebbe del 1976.

Diversamente da come emerso in prima battuta, i media israeliani riferiscono che i piloti non sarebbero uno russo e l’altro ucraino, ma omanita uno ed emiratino l’altro. Il pilota che avrebbe tentato di far schiantare l’aereo sarebbe cittadino dell’Oman, riferisce Ynet. Secondo indiscrezioni apparse sui media israeliani, il copilota sarebbe sotto inchiesta da parte delle autorità saudite. Allo stesso tempo, si stanno valutando altre opzioni, tra cui un episodio legato a un disturbo mentale.

La ministra dei Trasporti Miri Regev ha chiesto la sospensione di tutti i voli Flydubai verso Israele. Regev avrebbe anche chiesto all’Autorità per l’aviazione civile di indagare se gli Emirati Arabi Uniti abbiano violato l’accordo sull’aviazione con Israele, che prevede che solo i piloti in possesso di passaporto di Paesi che intrattengono relazioni diplomatiche con Io stato ebraico possano atterrare in Israele. L’Oman, nazione del copilota, e Israele non intrattengono relazioni diplomatiche.

Le famiglie degli israeliani a bordo di un volo Flydubai dirottato in Arabia Saudita questa mattina, in seguito a un presunto attacco nella cabina di pilotaggio, attendono con ansia all’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv il ritorno a casa dei loro cari, poiché non è ancora chiaro quando e come i passeggeri riusciranno a rientrare in Israele.

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