Il nucleare italiano arriva all’ultimo miglio. Il ddl delega, già approvato dalla Camera il 4 giugno, è atteso domani nell’Aula del Senato per il seguito della discussione e il voto finale che dovrebbe arrivare mercoledì. Il provvedimento conferisce al governo la delega per costruire il quadro normativo necessario al ritorno dell’energia nucleare nel mix nazionale.
Non si tratta quindi dell’autorizzazione immediata alla costruzione di nuove centrali, ma del primo tassello legislativo per disciplinare ricerca, sperimentazione, costruzione ed esercizio degli impianti. La delega guarda alle tecnologie nucleari di nuova generazione e alla fusione e prevede anche un programma nazionale per lo sviluppo del settore. Entro fine anno il governo dovrebbe varare tutti i decreti legislativi per il ritorno alla produzione. L’obiettivo dell’esecutivo è però andare rapidamente oltre la cornice legislativa. Il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin ha ha spiegato che «dobbiamo definire le procedure di permitting, il modello di Agenzia di controllo e anche l’azione di trasparenza e comunicazione». Il ministro indica inoltre il 2033-2034 come orizzonte possibile per l’ingresso della produzione nucleare nel mix energetico. Il ddl, ha concluso, «è la base per governare un futuro: perché nei prossimi decenni i giovani abbiano energia, e a un prezzo compatibile».
E proprio mentre l’Italia prepara il nuovo quadro regolatorio, arriva dagli Stati Uniti un segnale importante per la filiera privata del nucleare avanzato. Da domani, newcleo dovrebbe iniziare a essere scambiata sul Nasdaq con il ticker NWCL, dopo il perfezionamento della fusione con la Spac NewHold Investment Corp. III. La società fondata da Stefano Buono sviluppa reattori modulari avanzati raffreddati a piombo e tecnologie per la produzione di combustibile nucleare da materiali riciclati. L’operazione annunciata a maggio attribuiva a newcleo una valutazione pre-money di circa 2,4 miliardi di dollari.
