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Politica estera

Dallo sfratto di Maricarmen ai nuovi “indignados”: così è nata la crisi spagnola di Sanchez

Il caso dell’87enne ha riacceso la protesta per l’emergenza abitativa. Intanto il governo traballa dopo la bocciatura di due decreti al Congresso

Maricarmen potrà tornare a casa, ma intanto la sua storia in Spagna ha scatenato un vero e proprio terremoto. Perché all’indignazione sociale per lo sfratto, lo scorso 23 settembre, di questa 87enne di Madrid che da decenni viveva in affitto e che non poteva più permettersi di pagare il nuovo canone, rincarato oltremisura, è seguito un inaspettato scossone politico.

Con il futuro del governo Sanchez in bilico dopo la bocciatura al Congresso di due decreti sull’emergenza abitativa e il farsi largo della possibilità di elezioni anticipate. In mezzo, sono trascorsi dieci giorni che potrebbero essere ricordati come decisivi per le sorti della legislatura in corso.

Maricarmen potrà tornare nella sua casa

La vicenda dell’anziana signora, all’anagrafe Maria del Carmen Abascal, diventata icona dei movimenti di lotta per il diritto alla casa, ha avuto una svolta relativamente veloce.

La sera di lunedì 28 settembre, infatti, veniva reso noto un accordo tra la società Urbagestión, proprietaria dell’abitazione in cui la donna ha risieduto per 70 anni, e la sua famiglia, tramite legale, per permetterle di tornare a vivere nello stesso alloggio, pagando un affitto sostenibile.

Il giorno dopo, la stessa Maricarmen, che ha anche un grado di disabilità riconosciuta del 50%, accettava le nuove condizioni. Il suo ritorno a casa, dunque, sarà possibile non appena verrà dimessa dall’ospedale in cui è rimasta ricoverata dal giorno dello sfratto.

L’epilogo di questo caso non ha tuttavia placato gli animi delle piazze, esplose quando media e social hanno reso noto il suo sgombero.

E dove da giorni viene dato sfogo alla rabbia per quello che, come messo in luce anche da molti sondaggi, nel Paese iberico in realtà è un problema che tormenta da anni milioni di persone, in particolare i giovani: ovvero le difficoltà nel sostenere i prezzi degli affitti, in costante ascesa soprattutto nelle grandi città, e di accesso ai mutui.

La protesta torna a Puerta del Sol

Il fulcro della protesta, anche in queste ore, rimane l’emblematica Puerta del Sol, il punto più centrale di Madrid, dove dallo scorso weekend rimangono accampati con le loro tende decine di ragazze e ragazzi.

Sono determinati a proseguire in una contestazione che rivendica soluzioni urgenti, ad esempio canoni calmierati e misure per evitare gli sfratti, sentendosi poco o nulla ascoltati dalla politica.

È la stessa piazza in cui, a partire dal 15 maggio 2011, prendeva vita il movimento degli Indignados, allora in rivolta per gli effetti della devastante crisi economica e finanziaria scattata tre anni prima.

Le loro istanze vennero in parte raccolte dal partito Podemos, ora in declino: fu l’origine di una stagione politica che ha segnato profondamente la Spagna per oltre un decennio.

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