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Politica estera

Elon Musk, IA e biotecnologie: il Pentagono prepara la guerra del futuro

Da droni e intelligenza artificiale allo spazio cislunare: il patron di SpaceX guiderà lo studio voluto dall’amministrazione Trump per individuare tecnologie e armi destinate ai nuovi campi di battaglia

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La bromance tra Elon Musk e la Casa Bianca potrebbe riavvolgersi dopo gli ultimi mesi burrascosi che avevano portato a un “divorzio consensuale” tra il CEO di SpaceX e Donald Trump. Questa volta, però, non per tagliare costi e personale come ai tempi del famigerato DOGE, ma per studiare le guerre del futuro.

Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha annunciato a Quantico, in Virginia, la nascita di Project Meridian, uno studio di quattro mesi che sarà guidato da Musk insieme a Palmer Luckey, cofondatore della società di tecnologia militare Anduril, e all’ex speaker repubblicano della Camera Newt Gingrich. Il progetto lavorerà sotto la direzione del chief technology officer del Pentagono Emil Michael e coinvolgerà esperti selezionati nel settore privato, nel mondo accademico, nell’innovazione e nelle politiche pubbliche.

L’obiettivo sarà studiare i campi di battaglia del futuro, individuare le tecnologie e i sistemi d’arma di cui avranno bisogno i militari americani e proporre soluzioni che possano essere sviluppate, sperimentate e infine schierate. Project Meridian dovrà ragionare su scenari che si estendono dalle profondità sotterranee fino allo spazio cislunare, tornato alla ribalta nelle ultime settimane. Tra le tecnologie destinate a trasformare il combattimento figurano intelligenza artificiale, sistemi autonomi, robotica, energia diretta e biotecnologie.

Il fondatore di SpaceX sostiene che la guerra moderna si stia spostando verso sistemi autonomi e droni. SpaceX è uno dei grandi fornitori del Pentagono e nel maggio scorso la Space Force le ha assegnato un contratto da 4,16 miliardi di dollari per un sistema satellitare destinato a individuare e seguire minacce aeree.

La rete è collegata anche alle capacità previste nell’architettura del Golden Dome, lo scudo antimissile voluto da Trump. Anche xAI è entrata sempre più profondamente nell’ecosistema della sicurezza nazionale americana: nel febbraio scorso, infatti, il Pentagono ha raggiunto un accordo per consentire l’impiego di Grok nei sistemi classificati.

Hegseth ha fatto coincidere l’annuncio con la presentazione della trasformazione dell’apparato militare americano. Il Pentagono creerà infatti un nuovo Autonomous Warfare Command, o AutoWarCom, dedicato a droni, robotica e sistemi autonomi e guidato, una volta operativo, da un ufficiale a quattro stelle.

La pressione arriva anche dalle operazioni militari in corso. Non è più un mistero per nessuno il fatto che l’elevato ritmo operativo abbia intaccato le scorte di Patriot, Tomahawk e ATACMs e messo sotto pressione anche la disponibilità dei droni MQ-9 Reaper. Il problema, dunque, non riguarda soltanto l’arma più sofisticata, ma la possibilità di produrre sistemi in quantità sufficiente e a costi sostenibili.

Per Musk, tuttavia, l’incarico possiede un significato politico inestimabile. Il miliardario aveva lasciato il DOGE nel maggio 2025 e il suo rapporto con Trump era successivamente precipitato in uno scontro pubblico legato anche al bilancio dell’amministrazione. Ora, ricucito lo strappo, il tycoon è tornato anche a finanziare il mondo repubblicano. Secondo i conteggi basati sui documenti della Federal Election Commission, dopo aver speso oltre 250 milioni di dollari per sostenere Trump e altri repubblicani nel 2024, Musk ha destinato almeno 90 milioni di dollari alle prossime midterm.

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