Mattarella a Herzog, inaccettabili gli attacchi a Unifil
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un colloquio con il presidente israeliano Isaac Herzog ha detto di trovare inaccettabili gli attacchi effettuati nei confronti delle truppe impegnate nel contingente Unifil. Il presidente Mattarella ha anche sottolineato, si è appreso, la necessità del rispetto del diritto della navigazione nelle acque internazionali. Mattarella ha ribadito l'impegno determinato della Repubblica italiana contro ogni atto di antisemitismo. Il colloquio viene definito da fonti del Quirinale "franco e aperto". Il presidente Mattarella ha sottolineato, si è appreso, l'urgente necessità di abbandonare in Medio Oriente lo stato di guerra permanente.
Tajani al collega libanese: "Priorità l'incolumità dei nostri caschi blu e dei civili"
Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato su X di avere "avuto oggi un ulteriore approfondito colloquio con il ministro degli Esteri libanese Youssef Raggi, per confermare il pieno sostegno dell'Italia alla stabilità e alla sicurezza del Libano. In vista dei negoziati che proseguono domani a Washington tra Libano e Israele, abbiamo confermato la necessità di preservare il cessate il fuoco, evitare nuove escalation e continuare a lavorare per il disarmo di Hezbollah". Tajani ha assicurato che "l'Italia continuerà a fare la sua parte: dal sostegno umanitario ai civili e agli sfollati, al rafforzamento delle Istituzioni libanesi e delle Forze Armate e di Sicurezza attraverso l'Unifil, la missione bilaterale Mibil e il Comitato tecnico-militare per il Libano. Ho infine ribadito che la sicurezza e l'incolumità dei nostri caschi blu Unifil e dei civili restano una priorità assoluta"
Rutte a Usa, 'messaggio recepito, Europa al lavoro per lo stretto di Hormuz'
Gli alleati "hanno chiaramente recepito il messaggio" del presidente Donald Trump e stanno lavorando su due fronti, il rispetto degli accordi bilaterali, dove "ora stanno facendo ciò che avevano promesso", e la guerra in Iran, con "le iniziative sullo stretto di Hormuz". Lo ha detto il segretario generale della Nato Mark Rutte partecipando al summit B9 in Romania. "Qui gli alleati si faranno trovare pronti quando si tratta di passare alla prossima fase e lo vediamo ad esempio con l'Italia, che ha promesso due dragamine extra", ha aggiunto. "Il mio messaggio agli Usa allora è che l'Europa sta davvero lavorando su questo punto".
Drone su base Unifil con italiani, nessun ferito e danni a edifici
Ieri un drone, presumibilmente di Hezbollah, è esploso all'interno del quartier generale Unifil di Naqoura, dove si trova il contingente italiano. Non ci sono stati feriti, ma alcuni edifici hanno subito danni. Domenica scorsa si era verificato un episodio analogo, dove un altro drone è precipitato in uno spazio aperto all'interno della stessa base. All'esterno della base, a pochi metri, un altro drone è esploso ieri, così come lunedì scorso è capitato con altri tre velivoli dello stesso tipo. Lo riferisce Unifil esprimendo preoccupazione "per le attività di Hezbollah e dei soldati israeliani vicino alle posizioni Onu". A Naqoura c'è il quartier generale di Unifil, base dove si trova il comandante della missione, il generale Diodato Abagnara. Nella struttura hanno sede le forze armate multinazionali che partecipano alla missione. Altri episodi si sono verificati ancora in precedenza, come quello di martedì 5 maggio, quando un drone armato guidato tramite fibra ottica, presumibilmente di Hezbollah, si è schiantato sul tetto di un edificio in una posizione Onu vicino ad Al Hinniyah, sempre a sud ovest del Libano. Non è esploso e nessuno è rimasto ferito. Unifil ha continuato a "ricordare a tutte le parti di evitare operazioni in prossimità delle postazioni e del personale delle Nazioni Unite, ed esorta ulteriormente tutti gli attori a evitare qualsiasi azione che possa mettere in pericolo i peacekeeper. Abbiamo protestato specificamente per la presenza, le attività e i movimenti di personale e veicoli delle Idf nelle vicinanze del nostro quartier generale - spiega una nota di Unifil - . Abbiamo inoltre protestato presso le Forze armate Libanesi contro le attività di attori non statali nei pressi delle nostre posizioni. Nonostante le sfide che affrontiamo, i peacekeeper continuano a riferire in modo imparziale al Consiglio di Sicurezza su quanto avviene sul terreno nel Libano meridionale".
Netanyahu terrà riunione su sicurezza con ministri e capi difesa
Il Primo Ministro Benjamin Netanyahu terrà questa sera una riunione sulla sicurezza con diversi ministri del gabinetto di sicurezza ristretto e alti funzionari della difesa. Lo riporta il sito di Haaretz.
Lavrov, Europa sarà la più colpita da crisi Stretto Hormuz
"L'Europa sarà la più colpita dalla crisi nello Stretto di Hormuz", ha detto il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov in un'intervista a RT India, riportata da Tass. "L'Europa sarà probabilmente la più colpita dalla crisi nello Stretto di Hormuz. Per non parlare del fatto che il divieto di acquistare gas e petrolio russo significa passare all'acquisto di gnl americano, che è immensamente più costoso. Pertanto, i bilanci dei paesi europei saranno gravati da questo oltre alle centinaia di miliardi di euro che l'Europa sta investendo in Ucraina affinché continui l'aggressione europea contro il nostro Paese", ha sostenuto il capo della diplomazia russa.
Teheran, Hormuz sotto nostro controllo, neanche un granello lascerà Kharg
"Il campo di battaglia e lo Stretto di Hormuz sono sotto il nostro controllo. Trump potrebbe avere l'intenzione di sbarcare truppe sull'isola iraniana di Kharg, ma non permetteremo che nemmeno un granello di polvere venga portato fuori dal nostro Paese": lo dichiara il vicecomandante della Marina delle Guardie Rivoluzionarie, Saeed Siahsarani, come riporta Irna. "Non è possibile che le petroliere attraversino lo Stretto di Hormuz senza il permesso dell'Iran", ha garantito. "Se gli Usa e Trump commettono un errore, trasformeremo il Golfo Persico nel più grande cimitero acquatico per le forze americane".
Crosetto, 40 paesi stanno valutando di rendere Hormuz libero e percorribile
"Oggi 40 paesi stanno valutando di contribuire a rendere lo stretto di Hormuz libero e percorribile appena le condizioni lo permetteranno. Ben 24 di questi paesi hanno già manifestato la loro disponibilità di massima a partecipare con assetti altamente specializzati, utili ad esempio a rimuovere le mine di cui nessuno conosce la localizzazione o il numero". Così il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, sulle iniziative internazionali per il ripristino della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz intervenendo in audizione davanti alle Commissioni riunite Esteri e Difesa della Camera e alla Commissione Esteri e Difesa delSenato. "Nel complesso Germania, Francia, Regno Unito, Belgio, Spagna, Olanda, Norvegia, Estonia, Lettonia, Lituania, Slovacchia, Canada, Australia e Nuova Zelanda si sono detti tutti disponibili a fornire capacità operative significative e altri stanno valutando di fare altrettanto. Un quadro che conferma la natura multinazionale dello sforzo", ha spiegato Crosetto.
"Per dare esempi concreti, il Belgio continuerà con due unità caccia-mine, l'Estonia con un'unità caccia-mine, Finlandia, Lettonia, Lituania, Paesi Bassi metteranno a disposizione personale specializzato nell'attività subacque e di neutralizzazione mine". Il ministro spiega che "la Francia ha già preposizionato nel Mar Rosso assieme alla propria porta aerei due fregate ed unità cacciamine, rendendo inoltre disponibili ulteriori assetti già presenti nella regione. La Germania continuerà con unità cacciamine e unità di supporto. La Norvegia dispiegherà sistemi a manne specializzati nelle contromisure mine", ha concluso Crosetto.
Crosetto, avviciniamo due cacciamine a Hormuz ma aspettiamo la pace
"Laddove scoppiasse la pace, servirebbe quasi un mese di navigazione a tutte le unità delle nazioni alleate per raggiungere il Golfo. In via precauzionale stiamo predisponendo che due unità cacciamine si posizionino relativamente più vicine allo Stretto: inizialmente nel Mediterraneo orientale, successivamente nel Mar Rosso, nell'ambito delle missioni già in corso come Mediterraneo Sicuro e Aspides, e all'interno del quadro autorizzato missione Internazionale dell'Italia". Prepararsi a intervenire oggi per intervenire domani, se sarà possibile". Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, alle commissioni Esteri e Difesa.
Nyt, Teheran ha ancora il 70% del suo arsenale missilistico
L'Iran mantiene ancora circa il 70% dei suoi lanciatori mobili sul territorio nazionale e conserva all'incirca il 70% del suo arsenale missilistico prebellico. Lo scrive il New York Times citando fonti di Intelligence. Tale arsenale - viene spiegato - comprende sia missili balistici, in grado di colpire altri Paesi della regione, sia una minore quantità di missili da crociera, utilizzabili contro bersagli a corto raggio, sia terrestri che navali.
Media, Usa e Cina concordi sul no a pagamento pedaggi a Hormuz
Il Segretario di Stato americano Marco Rubio e il suo omologo cinese Wang Yi avrebbero concordato, durante una conversazione telefonica avvenuta ad aprile, di non consentire a nessun Paese di imporre pedaggi per il transito attraverso lo Stretto di Hormuz, lo scrive l'agenzia giapponese Kyodo News citando il portavoce del dipartimento di Stato, Tommy Pigott. "Durante la loro conversazione del 30 aprile, Rubio e Wang hanno concordato che nessun Paese o organizzazione può essere autorizzato a imporre pedaggi per attraversare le vie navigabili internazionali come lo Stretto di Hormuz", ha affermato aggiungendo che i due hanno inoltre concordato che Washington e Pechino dovrebbero costruire una "relazione costruttiva di stabilità strategica basata sul rispetto e sulla reciprocità", ha aggiunto il portavoce.
Tajani, non sprecare occasione negoziato, detto a Rubio ed Araghchi
"La sola via percorribile" per chiudere la guerra con l'Iran "è quella del dialogo e della diplomazia". Lo ha ribadito il ministro degli Esteri Antonio Tajani, sottolineando di averne parlato nei giorni scorsi con il segretario di Stato americano Marco Rubio e con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. "A Rubio ho confermato il pieno sostegno del nostro Paese ai negoziati in corso in Pakistan. Negoziati difficili, eppure fondamentali per alimentare la speranza della pace", ha detto il ministro nel corso dell'audizione davanti alle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato. "Le prime reazioni ufficiali degli Stati Uniti alla risposta iraniana sono state negative, ma il negoziato deve continuare - ha insistito Tajani - Questa occasione non va sprecata. È questo il messaggio che ho ribadito con forza, a più riprese, al ministro degli Esteri iraniano Araghchi".
Nyt, Teheran ha ripristinato accesso a 30 siti missilistici a Hormuz
L'Iran avrebbe ripristinato l'accesso operativo a 30 dei 33 siti missilistici che gestisce lungo lo Stretto di Hormuz. Lo scrive il New York Times citando fonti di Intelligence. Secondo le valutazioni, solo tre delle postazioni missilistiche lungo lo stretto rimangono totalmente inaccessibili. Questo - viene spiegato - potrebbe rappresentare una minaccia per le navi da guerra e le petroliere americane che transitano nel braccio di mare.
Donald Trump è tornato ad attaccare i media sulla guerra contro l'Iran. "Quando le 'fake News' affermano che il nemico iraniano sta avendo la meglio, militarmente, contro di noi, si tratta di un atto di virtuale Tradimento, data l'assoluta falsità — e persino l'assurdità — di tale dichiarazione", tuona il tycoon in duro post su Truth in cui accusa quei media "di favorire e spalleggiare il nemico!" "Tutto ciò che ottengono è infondere nell'Iran una falsa speranza, laddove non dovrebbe essercene alcuna. Si tratta di codardi americani che fanno il tifo contro il nostro Paese", ha attaccato ancora. (