L’antisemitismo da cui il mondo è invaso è definitivo, dall’ottobre 2023 punta concretamente alla sparizione di Israele e alla cancellazione degli ebrei innanzitutto con la loro neutralizzazione sociale e culturale. In tempo di vacanze, si vede un’altra faccia della cancellazione: il globo è un intreccio di strade di incontro nella stagione in cui si viaggia, si conosce, si apprezza. Se sei ebreo non puoi guardare alle vacanze con lo stesso senso di liberazione, se hai una kippah in testa sei invitato a metterla in tasca, una donna deve far sparire la stella di David che porta al collo, gran parte delle mete turistiche è pericolosa, sono indicate sulle guide. Il movimento antisemita pro Pal si prepara alla tua venuta per aggredirti.
La lista degli ultimi eventi è penosa, zeppa di materiale per gli studiosi. A Roma l’agguato lungo due giorni a un giovane francese in pieno centro, con spray urticante sugli occhi e botte, con slogan «Free palestine», rimanda all’assalto ai ragazzini ebrei romani in Bulgaria: antisemiti locali, islamisti importati, a Roma anche un pregiudicato algerino. Nella capitale, teatro nel ’43 della deportazione di 689 donne 363 uomini e 207 bambini ad Auschwitz, non ho notizia di reazioni dei passanti all’attacco in piazza Cairoli e a Largo di Torre Argentina, all’angolo della zona delle deportazioni. Non occorre Sherlock Holmes per disegnare l’ambiente di provenienza: è il solito quadro dell’alleanza rosso-verde, la continua criminalizzazione di Israele fomenta la schiuma antisemita, la sua popolarità diventa concime per un ulteriore uso popolare. La cacciata dalla pizzeria napoletana dei turisti israeliani, diventa costume locale della feccia, la feccia è carne da voto.
L’odio islamista per gli ebrei diffuso dall’immigrazione e dalle teorie woke fino a conquistare il proscenio internazionale (Mamdani ne è il maggiore esempio) a minore livello agisce ovunque, e si alimenta delle teorie nate nel dopoguerra nel campo comunista. Ma anche Hitler immaginò con grande successo che gli ebrei parassiti volessero dominare e impossessarsi della Germania. Siamo sulla stessa strada: il ministero degli Esteri israeliano ha invitato i turisti a stare molto lontani, nel week-end, dalle 110 manifestazioni antisemite indette in tutta la Grecia. Ad Amsterdam un ragazzo con una maglia rossa con scritto «7 ottobre» in un market sfoggiava la gioia per l’eccidio. A Vienna sono scomparse da venerdì una madre 50enne e una figlia 20enne, israeliane in vacanza: si teme il rapimento. All’aeroporto di Cagliari con ritmica scadenza bande pro Pal aggrediscono i turisti in arrivo coi voli da Tel Aviv.
La lista è senza fine. La violenza ne diventa un comma, il morto è dietro l’angolo, perché l’antisemitismo che vuole distruggere gli ebrei richiede soddisfazioni: quando Giuseppe Conte annuncia che il suo primo atto sarà riconoscere lo stato palestinese, quando l’Avvenire fa sapere che vuole dare il Nobel ai bimbi palestinesi, seguito da Elly Shlein, sono inviti a farsi avanti. L’antisemitismo si espande a macchia d’olio con questa eco. Risuonano a sinistra, tra i jihadisti e i neonazi. E conquistano consenso per un antisemitismo eccitato e soddisfatto che disegna dal 7 ottobre nuovi piani e alleanze per cancellare gli ebrei.
