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Politica estera

“Gli americani hanno il diritto di avere delle risposte”. Il cardiologo di Cheney lancia l’allarme sulla salute di Trump

Il noto specialista torna a mettere sotto esame il quadro medico del presidente. La Casa Bianca assicura che Trump è in “eccellente salute”, ma il numero di medici coinvolti nell’ultima valutazione e alcuni elementi del referto continuano ad alimentare seri interrogativi

Associated Press / LaPresse Only italy and spain

Washington torna a interrogarsi sulla salute di Donald Trump. Non perché esista, allo stato delle informazioni pubbliche, una diagnosi che indichi un’incapacità del presidente di svolgere le proprie funzioni, ma perché tra ciò che comunica la Casa Bianca e ciò che medici indipendenti ritengono di poter leggere nella documentazione disponibile rimangono alcune zone d’ombra.

A riaccendere il dibattito è Jonathan Reiner, cardiologo e professore di medicina alla George Washington University, noto negli Stati Uniti anche per avere seguito per 27 anni l’ex vicepresidente Dick Cheney. Reiner ha contestato più volte la quantità e la qualità delle informazioni rese pubbliche sull’ultimo controllo medico di Trump.

Il punto di partenza è ufficiale: nel maggio scorso Trump è stato sottoposto a una valutazione medica al Walter Reed National Military Medical Center e il medico della Casa Bianca, Sean Barbabella, ha concluso che il presidente è in “eccellente salute” e pienamente in grado di svolgere le funzioni presidenziali. Il rapporto indicava inoltre 22 specialisti coinvolti nella valutazione.

È proprio quel numero ad avere attirato l’attenzione. Il Washington Post ha definito il coinvolgimento di 22 medici un dato senza precedenti rispetto agli altri controlli presidenziali disponibili pubblicamente. Reiner aveva già definito “straordinario” il numero, chiedendo quali specialità fossero rappresentate e perché fosse stato necessario un gruppo tanto ampio. La questione non è semplicemente quantitativa. Il problema, per Reiner, è capire quale ragione clinica abbia portato a coinvolgere così tanti specialisti.

La Casa Bianca ha spiegato che il numero rifletteva l’obiettivo di realizzare una valutazionecompleta e preventiva”, parlando di un approccio multidisciplinare coerente con le migliori pratiche per l’assistenza sanitaria di un presidente. L’amministrazione ha inoltre precisato che alcuni dei 22 professionisti conteggiati erano medici generalisti e che alla valutazione avevano collaborato professionisti collegati anche a istituzioni come Harvard. Ma l’identità degli specialisti e le ragioni delle singole consulenze non sono state rese pubbliche.

Ed è qui che si concentra la critica di Reiner. Nelle sue precedenti dichiarazioni, il cardiologo ha osservato che nella pratica clinica uno specialista viene generalmente coinvolto quando esiste un problema specifico da valutare. Il documento della Casa Bianca, invece, non consente invece di capire quali fossero le motivazioni delle diverse consulenze.

Nel rapporto medico ufficiale non emerge una condizione grave. Al contrario, Barbabella ha parlato di condizioni cardiache, polmonari, neurologiche e fisiche complessivamente eccellenti. Trump ha inoltre ottenuto 30 punti su 30 nel test cognitivo Montreal Cognitive Assessment, il MoCA.

Il documento segnala tuttavia alcuni elementi che hanno alimentato il dibattito. Uno riguarda i lividi visibili sulle mani del presidente. La spiegazione fornita dalla Casa Bianca è che siano compatibili con una lieve irritazione dei tessuti dovuta alle frequenti strette di mano, in combinazione con l’assunzione di aspirina per la prevenzione cardiovascolare. Reiner contesta la capacità di questa spiegazione di chiarire perché i lividi siano comparsi anche sulla mano sinistra e perché Trump assuma una quantità di aspirina che meriterebbe ulteriori spiegazioni.

Un secondo elemento riguarda il gonfiore degli arti inferiori. Il referto medico parla di un lieve edema alle gambe, migliorato rispetto all’anno scorso. È un dettaglio che ha attirato l’attenzione perché nel precedente esame il documento non indicava gonfiore. Reiner ha sottolineato questa differenza.

C’è poi la questione degli episodi durante i quali Trump appare addormentarsi o avere difficoltà a mantenere l’attenzione. Anche in questo caso, però, è importante distinguere tra ciò che è osservabile in video e una diagnosi medica: la sonnolenza diurna può avere molte cause e le immagini pubbliche, da sole, non permettono di stabilire quale sia quella di Trump.

Reiner ha chiesto se il team medico presidenziale abbia valutato questo fenomeno e, eventualmente, come lo stia affrontando. Non ha però fornito una diagnosi alternativa.

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