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Politica internazionale

Le navi tedesche invadono l'Italia: ci hanno portato 27mila migranti

Due terzi degli arrivi totali riconducibili alle Ong di Berlino. Il Bundestag ha finanziato i soccorsi fino a ieri

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Più della metà dei migranti arrivati in Italia dal Mediterraneo con Ong sono stati portati a terra da navi tedesche. Dall’insediamento del governo Meloni nel 2022 ad oggi ben 22.500 migranti su un totale di 40.281 sono entrati in territorio Italiano con Ong tedesche e altri 4.500 sono arrivati nei nostri porti a bordo di navi appartenenti a organizzazioni umanitarie di altri paesi europei ma battenti bandiera tedesca.

Come scrive il Frankfurter Allgemeine, uno dei principali quotidiani della Germania, «ciò significa che la percentuale di migranti giunti via mare a bordo di navi di soccorso tedesche e di navi di paesi terzi battenti bandiera tedesca ammonta a quasi due terzi di tutti gli arrivi su navi di organizzazioni umanitarie private dall’ottobre 2022». Si tratta di un dato che balza agli occhi anche perché nello stesso periodo tra ottobre 2022 e luglio 2026 le Ong italiane e spagnole hanno trasportato rispettivamente poco meno di 4.700 e poco più di 5.600 migranti nel territorio italiano, in poche parole direttamente o indirettamente quasi il 64% degli arrivi attraverso navi private di soccorso sarebbe riconducibile alla Germania.

La questione assume una particolare rilevanza alla luce del dibattito sui cosiddetti dublinanti e della possibilità che la Germania rimandi in Italia i migranti entrati nei confini dell’Unione europea dal nostro paese. Se così fosse, il governo potrebbe far leva sull’attività delle Ong tedesche anche perché, come dimostrano il fermo e la multa alla Sea Watch e le parole del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, le Ong tedesche spesso non rispettano «gli obblighi di legge previsti durante le operazioni in mare» secondo cui «le attività di soccorso in mare devono essere gestite e coordinate dagli Stati competenti, non dalle Ong».

Per anni organizzazioni tedesche come Sea-Watch, Sea-Eye, SOS Humanity e Mission Lifeline hanno svolto operazioni nel Mediterraneo portando i migranti nei porti italiani e addirittura ricevendo finanziamenti pubblici dalla Germania. Il Bundestag aveva stanziato 2 milioni di euro dal 2023 al 2026 a sostegno di quello che definiva «soccorso civile in mare» e tra i beneficiari figuravano Sos Humanity, Sea-Eye e Sos Méditerranée. Il governo di Friedrich Merz ha interrotto i finanziamenti ma le Ong tedesche ne hanno usufruito per anni sbarcando però i migranti in Italia e accollando così il costo dell’accoglienza allo stato italiano. Da qui l’ipotesi che il governo Meloni chieda un risarcimento economico alla Germania per compensare i costi sostenuti nella gestione dei migranti arrivati con Ong tedesche, una leva negoziale importante a fronte dei paventati rientri in Italia dei migranti entrati in Germania ma arrivati per la prima volta nel territorio dell’Ue attraverso nostro paese.

Il dibattito tra Italia e Germania interessa in realtà tutte le nazioni del nord Europa e i paesi di primo approdo nel Mediterraneo evidenziando come l’unica vera soluzione al problema migratorio sia fermare le partenze a monte ed evitare che i migranti entrino illegalmente in Europa, meccanismo che le Ong alimentano facendo arrivare ogni anno dal Mediterraneo decine di migliaia di clandestini.

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