Durante un'intervista a Fox News il Segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha affermato che 500 aerei statunitensi hanno utilizzato basi italiane "per supportare" l'operazione 'Epic Fury'. "Si tratta di un numero enorme", ha dichiarato. "Se si guarda a tutta l'Europa, si parla di un numero compreso tra 4.000 e 5.000 missioni di volo", ha affermato ancora Rutte. Quanto alle critiche di Donald Trump alla Nato per il suo comportamento in merito alla guerra in Iran "so che c'è delusione, ma consideriamo anche che si tratta di casi isolati", ha spiegato.
Il ministero della Difesa, in un comunicato stampa, ha chiarito immediatamente le dichiarazioni del segretario generale della Nato. "Al fine di evitare inutili e pretestuose polemiche la Difesa ribadisce senza tema di smentita che l’Italia, ed il Ministero della Difesa, ha sempre operato nel pieno rispetto della Costituzione, dei trattati internazionali, degli indirizzi Parlamentari e degli accordi che regolano la presenza e l’utilizzo delle basi alleate sul territorio nazionale, senza autorizzare né consentire attività al di fuori delle previsioni vigenti", si legge nel documento. "Come già chiarito nel corso dell’informativa al Parlamento del Ministro della Difesa Guido Crosetto, il Governo ha fatto esattamente quanto dichiarato alle Camere: sono state autorizzate esclusivamente attività di natura tecnica e logistica, non cinetiche, nell’ambito delle procedure previste dagli accordi esistenti. Le volte in cui si è prospettata una richiesta che esulava da questo perimetro, come è noto, l’Italia non ha concesso l’autorizzazione". Nel comunicato è stata anche espressa "sorpresa" per il fatto che Rutte "faccia una ricostruzione che trasmette un messaggio totalmente fallace confondendo la tipologia dei voli autorizzati. Sarebbe bastato un’approfondimento alla fonte per poter avere la reale rappresentazione di ciò che è avvenuto".
"Ho letto praticamente insieme a voi in diretta le dichiarazioni di Mark Rutte. Mi sembra abbastanza evidente che il segretario generale della Nato stia parlando di operazioni logistiche e di supporto, che quindi sono coperte da autorizzazioni permanenti che riguardano l’utilizzo delle nostre basi militari.Mentre l’Italia ha recentemente negato ad alcuni velivoli militari Usa l’uso di Sigonella in assenza delle procedure previste. E in queste settimane abbiamo registrato reazioni molto dure di Donald Trump nei confronti dell’Italia e dell’Europa, proprio per queste ragioni", ha detto Matilde Siracusano, sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento e deputata di Forza Italia.
Ma dopo queste dichiarazioni, dai partiti di opposizione sono partiti gli attacchi contro la premier. "Il segretario generale della Nato Mark Rutte ha appena detto che dalle basi italiane sono decollati 500 aerei per supportare l'operazione in Iran. Così possiamo mettere la parola fine anche alla retorica del 'Trump è arrabbiato perché non gli abbiamo concesso le basi'. Un’altra balla colossale raccontata a reti e giornali unificati dalla destra. Subalterni siamo, subalterni eravamo. Altro che messaggini social", ha affermato il vicepresidente del Movimento 5 Stelle Stefano Patuanelli.
I capigruppo grillini delle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato, Alessandra Maiorino, Francesco Silvestri e Arnaldo Lomuti, hanno dichiarato che le parole di Rutte sono una conferma di "quello che abbiamo sempre denunciato fin dall'inizio di questa folle guerra parlando del ruolo strategico e vitale del nostro Paese come hub logistico e di intelligence. Lo abbiamo detto denunciando i continui decolli di aerei spia, droni da ricognizione e aerei cargo dell'USAF e della US Navy dalle basi di Sigonella e Aviano verso l'Iran e le basi Usa nel Golfo. Le parole di Rutte smontano platealmente la narrativa di Meloni - oltre che di Trump - sul fatto che l'Italia non abbia sostenuto l'avventura bellica americana in Iran - salvo un singolo rifiuto al transito di alcuni bombardieri che avrebbero violato gli accordi bilaterali. Il governo Meloni è sempre stato asservito a Trump: parola del segretario generale della Nato".
Al coro di attacchi si è unito anche il leader dei pentastellati Giuseppe Conte: "Crollano le favolette del Governo e dei suoi trombettieri. Le parole di Rutte ci confermano quello che abbiamo sempre sostenuto. Quello di Trump è solo un richiamo all'ordine per un governo che ha sempre detto sì: 500 aerei partiti dall'Italia per una guerra illegittima in Iran in cui Netanyahu ha trascinato Trump e che ha danneggiato pesantemente l'economia italiana. E meno male che Meloni ha dichiarato 'non condanno né condividò: se avesse condiviso ne sarebbero partiti 5000? La lista dei 'sì' è infinita: firma sulle spese militari al 5% del Pil, accordo sui dazi alle nostre imprese giudicato 'positivo' e 'sostenibile'; cappello Maga tra le mani dopo il genocidio di Gaza; acquisti garantiti di gas americano e zero tasse ai giganti del web. Tocca a noi far rialzare il Paese: l'orgoglio nazionale va difeso con le scelte non con le chiacchiere. È doveroso che la Presidente Meloni venga a fornire necessari chiarimenti al Parlamento e al Paese".
"Le dichiarazioni del segretario della Nato Rutte sono gravissime e sburgiardano Giorgia Meloni", è il commento di Angelo Bonelli di Avs. "Tutto quello che è successo tra Meloni e Trump è solo semplicemente una grande moina, una grande presa in giro. Il fatto è che l'Italia ha partecipato a questa guerra in Iran, una folle guerra, ma la cosa grave è che Giorgia Meloni ha tenuto nascosto al Parlamento che 500 aerei militari americani sono decollati e o sono atterrati sulle basi Nato italiane per andare a colpire l'Iran o per dare il supporto agli aerei militari. È un fatto di una gravità inaudita e Giorgia Meloni deve chiarire immediatamente il motivo di questa gravissima omissione".
"Oggi il segretario generale della Nato, Rutte, esprime gratitudine perché l'Italia - rivelando che 500 missioni aeree Usa contro l'Iran sono partite da basi situate nel nostro Paese- ha dato un contributo significativo all'operazione militare. Esigiamo chiarezza dal governo Meloni: o hanno mentito al Parlamento o Rutte ha preso un colpo di calore. Si tratta di una vicenda gravissima qualunque sia la versione veritiera". Lo afferma Nicola Fratoianni di Avs.
"Giorgia Meloni aveva assicurato che l’Italia non sarebbe stata coinvolta, e invece si apprende che almeno 500 aerei Usa sarebbero decollati dal territorio italiano, confermando le preoccupazioni che avevamo manifestato in Parlamento, ricevendo vaghe rassicurazioni dal Governo. Secondo Rutte, l'Europa ‘si è trasformata in una piattaforma di proiezione della potenza’ americana. Cioè, della logica di potenza trumpiana, della legge del più forte in violazione del diritto internazionale. Altro che i botta e risposta sui social network, altro che ‘momento Sigonella’! Il Governo italiano, e in primo luogo la Presidente del Consiglio, ha il dovere di chiarire con urgenza queste gravi affermazioni”, ha dichiarato in una nota Giuseppe Provenzano, responsabile Esteri, Europa e Cooperazione internazionale nella segreteria nazionale del Pd.
"Il governo venga in Aula a spiegare se quanto affermato dal Segretario generale della Nato Mark Rutte corrisponde al vero. Giorgia Meloni ha sempre detto che l’Italia non è in guerra e non intende partecipare ad azioni offensive dirette e che l'uso delle installazioni resta limitato alle finalità concordate e al mero supporto logistico e difensivo. Ma soprattutto ha più volte affermato la centralità del Parlamento sull’utilizzo delle basi.
Oggi scopriamo dal segretario Nato Rutte che non è vero e che oltre 500 aerei sono partiti dalle basi italiane per supportare la folle operazione militare congiunta Usa Israele contro l’Iran. Una cosa gravissima su cui Meloni, Tajani e Crosetto devono rispondere immediatamente", ha detto il capogruppo dell’Alleanza Verdi e Sinistra Peppe De Cristofaro, presidente del gruppo Misto di palazzo Madama.