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Politica internazionale

Si muove il governo. La task force di Tajani e l’avviso di Meloni: “Si faccia piena luce”

Sulle indagini pesano le scorie tra i due Paesi per la gestione dell’inchiesta su Crans-Montana

Legge elettorale, Tajani: “Nessun problema nella coalizione”

È una tragedia su cui «fare piena luce», chiede la premier Giorgia Meloni: «Seguiamo con attenzione gli sviluppi attraverso la Farnesina e le nostre rappresentanze diplomatiche, confidando nel lavoro delle autorità svizzere» per «individuare i responsabili». Chiarire chi e cosa c’è dietro la sparatoria ad Aarau che è costata la vita all’italiana Maria Spinelli, 22 anni, abruzzese, è una priorità dello Stato. Ma, come noto, i precedenti tra i due Paesi non sono incoraggianti. Sono ancora fresche le scorie delle tensioni con la Svizzera per come sono state portate avanti in una prima fase le indagini sulla strage di Capodanno al «Constellation» di Crans Montana. Errori e ritardi, oltre a un’evidente mancanza di empatia con le famiglie delle vittime, avevano scavato un solco profondo tra Roma e Berna, culminato col ritiro del nostro ambasciatore, rientrato solo dopo le rassicurazioni di una effettiva collaborazione.

Ma le distanze si sono allargate ancora dopo che è stata negata al nostro Paese la costituzione di parte civile nel procedimento contro i gestori del locale, i coniugi Moretti, e altri funzionari del comune. Visti i trascorsi, l’Italia vuole essere presente, e sul campo, da subito. L’obiettivo è collaborare già da queste prime ore con le autorità elvetiche per impedire che venga magari perso tempo prezioso per risalire a chi ha sparato quei colpi e perché, visto che l’attentatore - ma potrebbero essere più persone - risulta ancora in fuga.

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato di aver inviato una task force, guidata dall’incaricato d’Affari a Berna con anche un funzionario di collegamento della Polizia di Stato per seguire da vicino le indagini, in accordo con le autorità svizzere, oltre che per assistere le famiglie degli italiani coinvolti. Ed era stato il capo del Dipartimento Federale degli Affari Esteri svizzero, Ignazio Cassis a telefonare subito a Tajani per esprimere cordoglio per la morte della giovane e garantire massima assistenza a 360 gradi.

Secondo l’agenzia di stampa tedesca Dpa, la Germania starebbe partecipando alla caccia all’uomo. Un portavoce della polizia di Friburgo ha dichiarato che si tratta di una procedura di routine nell’ambito degli accordi di cooperazione transfrontaliera di polizia. Sul caso sta indagando la polizia cantonale di Argovia, che non esclude il «terrorismo, un atto di folli, o un atto criminale». Il movente non è ancora chiaro e nulla viene escluso. Alcuni testimoni, già sentiti in queste ore, avrebbero riferito di aver notato una persona armata di fucile d’assalto nei pressi delle auto parcheggiate. Gli agenti hanno chiesto a chiunque abbia fotografie o video della serata di metterle a disposizione degli investigatori.

«Sul luogo del delitto sono state rinvenute munizioni provenienti da due armi diverse - ha fatto sapere la polizia cantonale - Bossoli di cartucce da nove millimetri, tipicamente utilizzate in pistole e mitra, e bossoli di cartucce usate in armi lunghe, ad esempio fucili d’assalto».

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