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Politica internazionale

Vizio sinistro: il potere senza i voti

Sánchez è sempre stato il riferimento della Schlein ma è stato di ispirazione anche per Conte

epa13283360 Spain's Prime Minister Pedro Sanchez attends the Federal Executive Commission meeting at the Spanish Socialist Workers' Party (PSOE) federal headquarters in Madrid, Spain, 05 October 2026. Spanish Prime Minister Pedro Sanchez has called snap general elections for 29 November, days after proposed measures to tackle the country's housing crisis were defeated in parliament. EPA/JUANJO MARTIN

È l’idolo della sinistra italiana, d’altronde è diventato premier senza passare per le .elezioni – era il 2018 – e anziché dimettersi perché non controllava più il parlamento né l’opinione pubblica poi le ha indette quattro volte in cinque anni. L’ultima volta, se escludiamo ieri, a luglio 2023, quando ha perso nettamente ma i Popolari non hanno trovato l’accordo con Vox e quindi Sánchez è rimasto imbullonato alla poltrona.

Il premier spagnolo è il simbolo dell’instabilità, di governo s’intende, ed ecco perché Pd, 5Stelle e la Bonelli&Fratoianni strillano contro la nuova legge elettorale voluta dalle «destre» che la stabilità la garantisce. Il testo esclude la possibilità di inciuci post-voto e che chi viene sconfitto possa comunque governare.

Troppe novità per il fronte progressista.

Sánchez è sempre stato il riferimento della Schlein (poi quando si è scoperto che Pedro ha aperto due centri-rimpatrio per i migranti nell’islamica Mauritania Elly è entrata in modalità «pausa teatrale») ma è stato di ispirazione anche per Conte, capace di governare con la Lega, rivendicare i decreti sicurezza e l’indomani, oplà, passare col Pd, spalancare i porti e spedire Salvini a processo.

Il premier socialista pur di restare a palazzo si è alleato con gli indipendentisti baschi e coi catalani che prima voleva far marcire in galera. Poi questi gli hanno garantito i voti necessari e olé, li ha riabilitati. Sánchez, i cui indagati nel partito superano quelli che siedono in parlamento (non è una battuta), è l’emblema dell’ipocrisia di quella sinistra che tuona contro chi vuole comprare il gas russo (non entriamo nel merito) e finge di non sapere – qualcuno magari non lo sa davvero – che Sánchez è tra i più grandi importatori europei di gas russo. In fondo la stabilità, forse, servirebbe anche alla sinistra.

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