Alloggio di Stato e rimborsi: così Bonafede si "intasca" 50mila euro

Le regole del M5S: chi risiede a Roma deve restituire mille euro in più. Il Guardiasigilli ha l'alloggio riservato al ministero, ma non ha ridotto i rimborsi

Alloggio di Stato e rimborsi: così Bonafede si "intasca" 50mila euro

L'arredo, la biancheria, gli elettrodomestici. Alfonso Bonafede da ministro della Giustizia si è fatto allestire dal ministero un alloggio riservato nello stabile di San Paolo alla Regola. Un "punto di appoggio", l'ha definito il suo staff, visto che il Guardasigilli normalmente fa avanti e indietro da Firenze come pendolare. Un modo anche per risparmiare sulle spese per la sicurezza, sostengono. Eppure la possibilità di dormire a Roma nel locale riservato impatta su un'altra spinosa questione: quella dei rimborsi da parlamentare.

Come noto, i "portavoce" grillini alla Camera o al Senato non possono incassare tutti i rimborsi che la legge assegna ad ogni eletto. Regolamento M5S alla mano, i parlamentari "per le spese generali e di diaria" possono "trattenere un importo stabilito in misura forfettaria pari a euro 3mila". Questa quota "include le spese di soggiorno, vitto, trasporti e spese telefoniche". In effetti, se si va a leggere sul sito tirendiconto.it appositamente allestito dal Movimento, Bonafede segue la regola alla lettera: ogni mese si tiene in tasca i 3.250 euro di indennità che gli spettano, più i 3mila forfettari per le spese. Il fatto è che in teoria, per i "parlamentari residenti nella provincia di Roma", questa quota "si riduce ad euro 2mila" (come nel caso di Paola Taverna). Il motivo è facilmente intuibile: chi vive già nella Capitale non dovrà sostenere, per esempio, l'affitto di un appartamento o i costi di una stanza d'hotel quando deve presenziare in Parlamento. E quindi può incassare di meno e restituire di più.

È normale che Bonafede da semplice deputato si sia attenuto a questa prassi. Il primo giugno 2018 però la sua posizione cambia. Dopo mesi di trattative e contratti, i Cinque Stelle e la Lega trovano l'accordo per la formazione del governo. Il Conte I presta giuramento e tra i nuovi ministri c'è anche Alfonso, laureato in Giurisprudenza e promotore della discussa riforma della prescrizione. Pochi giorni dopo, il 23 dello stesso mese, il Capo della Segreteria invia una mail per richiedere l'allestimento dell'alloggio riservato al ministro nella palazzina di S. Paolo alla Regola, sita - ci fa notare lo staff - proprio dentro al ministero (e non solo "a due passi", come erronaemente scritto ieri). Ricevuta la richiesta, come rivelato dal Giornale, il ministero acquista un letto, il comò, le lampade, un divano, il tavolo, le sedie e pure i comodini. Poi arrivano la tv, gli elettrodomestici, le tende e la biancheria. Quando resta a Roma, quindi, Bonafede pernotta lì. Eppure da luglio 2018 ad ottobre 2019 (ultimo dato disponibile) ha continuato a trattenere i 3mila euro di rimborsi forfettari.

"Lui risiede a Firenze e ha restituito 309.592,62 euro", taglia corto lo staff del Guardiasigilli. Bene: tecnicamente non sarà "residente" a Roma. Eppure la sua situazione è mutata eccome. Se prima - immaginiamo - avrà dovuto spendere chissà quanto per un hotel capitolino (o un appartamento), ora grazie all'alloggio riservato il dispendio di risorse si sarà probabilmente alleggerito. Danilo Toninelli, per dire, quando era ministro dei Trasporti pagava un affitto da mille euro al mese per 30mq di casa. Una volta ottenuto il locale, Bonafede non avrebbe forse dovuto ridurre la cifra da trattenere a 2mila e restituire l'eccedenza di mille euro al mese? Se lo facesse, la cifra in ballo sarebbe di tutto rispetto. L'ultima determina di acquisto, quella per la biancheria, è del 24 settembre. Se inziamo a contare l'uso dell'alloggio da ottobre 2018 ad oggi, la calcolatrice parla di 16mila euro. Somma che da qui a fine legislatura, elezioni anticipate permettendo, arriverebbe intorno ai 50mila euro. Tirendiconto?

(Ha collaborato Elena Barlozzari)