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Assist dei giudici a Bibi. E lui offre agli avversari un governo di unità

Chiesto alla Procura di ritirare l'accusa di corruzione. E Netanyahu pensa già al prossimo esecutivo in vista del voto

Assist dei giudici a Bibi. E lui offre agli avversari un governo di unità
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Sarà un'estate caldissima per Israele e non dipenderà dall'anticiclone africano. La data delle elezioni anticipate non è ancora stata fissata, ma la campagna elettorale è già partita in vista del voto che si svolgerà dopo l'estate, entro fine ottobre, e che sarà uno dei più cruciali per il futuro dello Stato ebraico e del Medioriente, il primo test politico nazionale dopo la macelleria del 7 ottobre. Un test soprattutto per Benjamin Netanyahu, il primo ministro più longevo della storia dello Stato ebraico, con vent'anni di potere alle spalle e nuove vittorie su cui puntare ancora. Le prossime elezioni generali saranno un referendum su di lui, "il Mago", come è stato soprannominato fin qui proprio per la sua straordinaria capacità di sopravvivere politicamente e "tirare fuori il coniglio dal cilindro" in situazioni apparentemente disperate. Non a caso Bibi, dopo le contestazioni interne e internazionali, spera adesso in un governo di unità nazionale, "non un governo di destra, non un governo di sinistra che dipenda dai partiti arabi, ma un governo di unità nazionale", ha detto qualche giorno fa, consapevole delle fratture nella società israeliana che andrebbero ricomposte. Nel frattempo, il premier deve ancora vedersela con la magistratura, imputato per corruzione, frode e abuso d'ufficio a Gerusalemme. Ma ieri, a sorpresa, il primo ministro, che fin qui si è sempre proclamato innocente, ha incassato un assist importantissimo proprio dal collegio giudicante. Il premier si è presentato al Tribunale distrettuale di Gerusalemme, dopo aver concluso il suo controinterrogatorio la settimana scorsa, al termine di 18 mesi di udienze, in un processo condizionato da un contesto generale incandescente - il pogrom di ottobre 2023, le guerre a Gaza, in Libano e in Iran - e costellato di cancellazioni e interruzioni. E il collegio giudicante ha ribadito alla corte la raccomandazione già formulata nel giugno 2023: ritirare l'imputazione di corruzione contro il premier, visto che sarà difficile da provare e ciò prolungherà eccessivamente il procedimento.

Si tratta di un successo politico e legale per Bibi, poiché anche dopo la sua testimonianza, i giudici confermano che la corruzione nel "Caso 4000" (il più grave tra i reati contestati) sia estremamente difficile da dimostrare. Non solo. La corruzione è anche l'unico reato dei tre che prevede una pena fino a 10 anni di carcere. Se l'accusa venisse formalmente ritirata dalla Procura, a Netanyahu rimarrebbero soltanto i reati minori di frode e abuso d'ufficio, che comportano rischi detentivi decisamente inferiori e per i quali la difesa ritiene più facile negoziare o strappare l'assoluzione.

I legali del premier hanno contestato inoltre la decisione del collegio dei giudici di passare da quattro a cinque udienze a settimana, considerandola impossibile da sostenere. "Sarebbe come il processo ad Adolf Eichmann", ha commentato l'avvocato Amit Haddad, riferendosi al procedimento giudiziario più famoso nella storia di Israele, quello ai danni di Adolf Eichmann, uno dei principali artefici dell'Olocausto, catturato dal Mossad in Argentina nel 1960, processato, condannato e infine giustiziato, unico caso in cui in Israele è stata applicata la pena di morte.

Bibi tira dritto per la sua strada, convinto che nelle aule di giustizia e alle urne la

spunterà anche questa volta, anche se il leader di opposizione Yair Lapid boccia sonoramente il suo sogno di governo di unità nazionale e lo avverte: "Ci saranno elezioni e le perderai. Netanyahu perderà e Israele si salverà"

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