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Politica

Attacco Houthi sull'aeroporto di Riad, Usa pronti a colpire

Almeno 12 morti e 50 feriti. Trump: “Decideremo se unirci alle azioni saudite”

Le operazioni presso l'aeroporto di Riad sono state temporaneamente sospese in seguito a un attacco subito: lo ha reso noto l'autorit� per l'aviazione civile saudita, segnalando il ferimento di diverse persone nell'incidente. L'aeroporto di Riad "� stato oggetto di un attacco nel pomeriggio di sabato 10 ottobre 2026, nel quadro di una serie di attacchi continuativi contro le infrastrutture dell'aviazione civile del Regno", si legge nella nota. Riad 10 ottobre 2026. X / OSINT + ATTENZIONE LA FOTO NON PUO' ESSERE PUBBLICATA O RIPRODOTTA SENZA L'AUTORIZZAZIONE DELLA FONTE DI ORIGINE CUI SI RINVIA + NPK

Un’esplosione e, subito dopo, diverse persone ferite a terra all’interno dell’aeroporto di Riad. Poi l’arrivo precipitoso di oltre una dozzina di ambulanze nello scalo, i viaggiatori evacuati da alcune aree della struttura e un bilancio di almeno 12 morti e una cinquantina di feriti. Questo è quanto avvenuto ieri in Arabia Saudita e si inserisce in un contesto di escalation degli attacchi missilistici contro il Regno da parte degli Houthi yemeniti, alleati dell’Iran. Contro i quali adesso Donald Trump valuta se agire, non escludendo di unirsi ai raid sauditi. «Decideremo se intervenire», dice il presidente americano. L’aeroporto era già stato colpito due volte questa settimana, causando quattro morti, oltre a gravi danni a un velivolo. Il sito di monitoraggio Flightradar24 ha segnalato che tutti i collegamenti diretti a Riad sono stati dirottati o cancellati.

Le tensioni restano alte nella regione e non si spengono le polemiche per la trasformazione del consolato britannico di Gerusalemme Est in «missione», con riduzione da 20 a 7 diplomatici come rappresaglia alle sanzioni di Londra contro gli insediamenti ebraici in Cisgiordania. Anche a Gaza si continua a combattere. Attacchi israeliani hanno ucciso almeno cinque palestinesi nella Striscia in due episodi distinti. Nelle ultime settimane Israele ha intensificato le operazioni contro Hamas, sostenendo che il gruppo militante palestinese si stia riarmando e compiendo attacchi in violazione del cessate il fuoco. Gli slamisti negano e accusa Israele di minare l’accordo di tregua mediato dagli Usa, raggiunto un anno fa.

Nel frattempo Abu Mazen, presidente dell’Autorità Palestinese, ha emanato un decreto con cui annulla le elezioni previste per il 28 novembre e fissa la data per le presidenziali e le legislative all’11 settembre 2027. Il clima si surriscalda sempre di più. Giovedì Israele aveva annunciato la chiusura del consolato inglese, in risposta al divieto imposto dal Regno Unito al commercio con gli insediamenti illegali in Cisgiordania. Ma il ministro degli esteri di Londra Ed Miliband ha subito replicato: «Gerusalemme Est è territorio occupato, non ne hanno il potere». Prosegue anche la polemica sul Nobel per la Pace. Donald Trump torna ad attaccare Navi Pillay e rivendica di meritare lui il premio. Il tycoon ha pronunciato un feroce discorso contro la decisione del Comitato norvegese. «Gli Stati Uniti, rappresentati da me in qualità di vostro presidente, avrebbero dovuto ricevere il Premio Nobel per la Pace, ma non l’hanno ricevuto», ha affermato Trump, definendo la scelta «una macchia indelebile sulla Norvegia». Il presidente ha ribadito di aver posto fine a otto guerre e ha aggiunto: «Non so nulla di questa donna, - riferendosi a Pillay - e nessun altro lo sa! Anzi, per quanto ne so, nessuno ha mai sentito parlare di lei, se non per il fatto che, in modo molto evidente, odia Israele».