“Oramai l’opposizione si è ridotta a fare propaganda con le fake news, ingannando i cittadini italiani”. Sono le dichiarazioni all’Ansa del ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, a proposito della polemica sollevata oggi da alcuni parlamentari di Pd e Avs sul tema dei libri di testo.
“Non è vero che c’è stato un taglio sui fondi dei libri di testo. Anzi, a conti fatti, c’è un milione di euro in più”, precisa Valditara parlando dello slittamento al 2027 del bonus libri istituito nella scorsa manovra. “È vero che il bonus libri sarà attivo nel 2027, ma le risorse che erano state previste nel 2026 verranno comunque utilizzate quest’anno (insieme ad un milione aggiuntivo messo dal ministero, dunque in tutto 21 milioni) sempre per i libri di testo, incrementando il nostro fondo per le famiglie meno abbienti, che è arrivato alla cifra mai toccata prima di 160 milioni”, dice il ministro dell’Istruzione che chiarisce che si tratta di un aumento del 15%. “Con il decreto scuola abbiamo migliorato il meccanismo del bonus libri, facendo in modo che il contributo arrivi direttamente alle famiglie e rendendolo più mirato in quanto riferito ai primi anni delle scuole secondarie di primo e secondo grado, che sono gli anni in cui si concentra maggiormente la spesa per i libri, e innalzando anche il livello dell’Isee da 30 mila a 40 mila euro”, aggiunge Valditara che, poi, conclude: “Questa è la verità dei fatti facilmente verificabile. Il resto sono menzogne”.
La deputata di Avs Elisabetta Piccolotti, infatti, oggi, aveva tuonato: “Valditara con una mano agita la bandiera propagandistica del tetto agli studenti con background migratorio e dall’altra fa slittare i fondi per i libri scolastici di medie e superiori all’anno prossimo. 20 milioni che finiranno per il 2027 ma che erano già del tutto insufficienti visto che lo stanziamento necessario a garantire la gratuità sarebbe di diverse centinaia di milioni”.
E ancora: “Siamo alle solite: mentre gli stipendi delle famiglie vengono consumati dall’inflazione, questo governo si volta dall’altra parte e ignora il tema del diritto allo studio”. Piccolotti, poi, aveva fatto riferimento alla sua Regione: “Nel frattempo, in regioni governate dal centro-sinistra come l’Umbria, l’Assessore di Avs ha tagliato l’abbonamento del trasporto per studenti con cifre che arrivavano fino ai 500 euro a 70 euro annui: è surreale che mentre noi ci occupiamo dei veri problemi negli enti locali il Governo si riduca a fingere l’urgenza di un decreto sul burqua”.
