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Il controllo umano sulle nostre pensioni

La macchina e le responsabilità degli investitori istituzionali

Il controllo umano sulle nostre pensioni
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L'intelligenza artificiale sta trasformando rapidamente l'economia, i mercati finanziari e le organizzazioni pubbliche e private.

Le sue applicazioni offrono straordinarie opportunità di innovazione, ma pongono anche nuove sfide in termini di sicurezza, governance e controllo dei rischi.

Come evidenziato anche nel corso della recente riunione del Comitato per le politiche macroprudenziali presieduto dal Governatore della Banca d'Italia, il forte sviluppo dell'intelligenza artificiale crea nuove opportunità per gli operatori finanziari, ma accresce al tempo stesso vulnerabilità e rischi, in particolare quelli operativi e cibernetici.

La vera novità è rappresentata oggi dagli agenti di intelligenza artificiale. Non si tratta più soltanto di strumenti capaci di generare contenuti o fornire risposte, ma di sistemi in grado di svolgere attività operative, analizzare dati, interagire con applicazioni aziendali, formulare raccomandazioni e supportare processi decisionali complessi.

Per il settore previdenziale e per gli investitori istituzionali queste tecnologie possono migliorare l'analisi dei mercati, il monitoraggio dei portafogli, la gestione dei rischi, la compliance e l'efficienza amministrativa. Tuttavia, la loro efficacia dipende dalla capacità di accedere a una quantità crescente di informazioni interne: dati, documenti, procedure, modelli organizzativi e strategie operative.

È proprio qui che emerge il tema della governance.

Gli agenti IA non sono semplici fornitori di software. Per operare devono conoscere il funzionamento dell'organizzazione che li utilizza. Di conseguenza, la scelta dei fornitori tecnologici, la protezione dei dati e la capacità di mantenere un effettivo controllo sulle attività svolte assumono una rilevanza strategica.

La normativa primaria e secondaria affermano un principio fondamentale: l'esternalizzazione di una funzione non esonera gli organi dell'ente dalle rispettive responsabilità. Chi affida attività a soggetti esterni mantiene integralmente il dovere di governarle, monitorarle e verificarne il corretto svolgimento.

Questo principio conserva oggi piena validità anche nell'era dell'intelligenza artificiale. L'utilizzo di agenti IA non può tradursi in una delega delle responsabilità decisionali o dei controlli. Gli enti devono essere in grado di comprendere i processi utilizzati, verificare l'affidabilità dei risultati, presidiare i rischi e intervenire tempestivamente in caso di anomalie.

Particolare attenzione deve essere dedicata ai rischi cyber. Sistemi sempre più integrati nei processi aziendali possono rappresentare punti di accesso privilegiati per attacchi informatici, sottrazione di dati o manipolazione delle informazioni. La sicurezza informatica non è più soltanto una questione tecnologica, ma una componente essenziale della sana e prudente gestione.

Accanto ai rischi operativi e informatici emerge inoltre un tema più ampio: la crescente concentrazione delle tecnologie più avanzate nelle mani di pochi operatori globali.

Gli investitori istituzionali sono chiamati a valutare non solo l'efficienza degli strumenti adottati, ma anche i profili di dipendenza tecnologica, resilienza operativa e sovranità dei dati.

L'intelligenza artificiale rappresenta una straordinaria opportunità di crescita, innovazione ed efficienza. Ma la fiducia, che costituisce il fondamento dei sistemi previdenziali e finanziari, richiede che il progresso tecnologico sia accompagnato da trasparenza, controllo e responsabilità.

La sfida non è

rallentare l'innovazione, ma governarla. Perché nell'era degli agenti IA la tecnologia può supportare le decisioni, ma la responsabilità deve rimanere sempre in capo alle persone e alle istituzioni.

* Presidente della COVIP

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