Così il Cavaliere a Pratica di Mare mise d'accordo Stati Uniti e Russia

Lo spirito dello storico vertice del 2002 è più che mai attuale

Quando il quadro geopolitico in Medio Oriente e in Nord Africa si deteriora il pensiero corre indietro allo «spirito di Pratica di Mare», la base militare sul litorale romano ove il 28 maggio 2002 l'allora presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, fu promotore di uno storico accordo che consentì un allargamento del Consiglio della Nato alla Federazione Russa. Cioè alla nazione che nel 1949, anno in cui fu siglato il Trattato Nord-Atlantico, rappresentava una minaccia per l'Occidente.

Una volta crollato il blocco sovietico, bisognava allearsi contro la minaccia del terrorismo islamico: Silvio Berlusconi fu uno dei primi leader a comprendere questa necessità invitando nel 1994 il presidente russo Boris Eltsin al G7 di Napoli e stringendo poi ottime relazioni con il suo successore. «Dobbiamo essere portatori di democrazia e libertà presso tutti i popoli», disse Berlusconi a Pratica di Mare e di quell'intesa, finché in carica, fu sempre uno strenuo sostenitore sia in politica estera che soprattutto sul fronte interno.

Fu anche merito del Cav se le tensioni tra Russia e Georgia per la crisi in Ossezia nel 2008 non determinarono un «congelamento» sine die del ruolo di Mosca della Nato. L'esercitazione militare congiunta Nato-Russia del 2011 resterà la testimonianza di un accordo potenzialmente utile per tutti. Un episodio rimasto isolato perché l'improvvido intervento in Libia e l'atteggiamento ondivago tenuto in Egitto e Siria dall'amministrazione Obama (non senza responsabilità da parte di Londra e Parigi) hanno deteriorato le relazioni con Putin. Le sanzioni conseguenti al conflitto nel Donbass hanno disfatto la tela che a Roma era stata sapientemente tessuta. L'accordo di Pratica di Mare, infatti, avrebbe potuto mettere in sicurezza tramite la pacifica convivenza tutti i Paesi del Mediterraneo, Israele incluso.

Alcuni errori sono stati commessi pure in Italia. I governi che si sono succeduti a quello del Cavaliere hanno via via perso brillantezza, appiattendosi di volta sulle decisioni americane o, peggio, di un'Unione Europea volta a sostenere la grandeur di Parigi piuttosto che la Willen zum Macht di Berlino. Il crollo dell'export italiano verso la Russia in conseguenza delle sanzioni applicate verso Mosca è un'imperitura testimonianza di come Palazzo Chigi abbia trascurato la Realpolitik che imporrebbe di privilegiare gli interessi nazionali dinanzi a scenari internazionali nei quali predomina la confusione, circostanza spesso ripetutasi in questi ultimi anni. «Oggi purtroppo siamo arrivati ad una situazione in cui abbiamo un governo che non conta niente», ha chiosato ieri Berlusconi criticando l'inerzia dell'esecutivo. Si tratta anche di un modo per incalzare le forze politiche a prendersi la responsabilità di guidare l'Italia in un momento difficile a livello internazionale.

Lo spirito di iniziativa, l'eredità di Pratica di Mare propugnata dal leader di Forza Italia, non significa, tuttavia, appiattimento sulle posizioni di uno dei due schieramenti. La foga filo-russa di Salvini è stata altrettanto stigmatizzata: per promuovere le intese, infatti, non si può parteggiare per uno dei due concorrenti. Al contrario i due capigruppo di Fi, Bernini e Gelmini, hanno evocato lo «spirito di Pratica di Mare» proprio come esempio di mediazione tra Usa e Russia che ha portato al superamento della Guerra fredda e che oggi potrebbe fare dell'Italia un «ponte» tra Est e Ovest. Servirebbe un governo, ma soprattutto molta saggezza.

Commenti

abocca55

Dom, 15/04/2018 - 08:47

Fu solo una sceneggiata, visto ciò che è successo in Libia, in Africa, in Ucraina ecc. Silvio, tu hai il potere reale di vivere una vita tranquilla insieme ad una bella donna che ti coccola. Non ti basta? Ti crei invece una vita difficile e affannosa, ma chi te lo fa fare. Potevi evitarti questa sconfitta elettorale, a danno anche di FI, il partito da te fondato, ed uscire di scena con grande prestigio. Stai cambiando la tua storia a tuo danno. Svegliati, non viviamo in eterno. Carpe diem, vivi bene e con saggezza i giorni che ti restano.

soldellavvenire

Dom, 15/04/2018 - 08:51

e se vuoi gentilmente spiegarci la natura dell’”amicizia con i due della foto, guarda, schiere di giudici e interi ministeri (oltre a milioni di italiani) pendono dalle tue labbra

cangurino

Dom, 15/04/2018 - 09:15

concordo che Berlusconi sia riuscito a ritagliarsi un ruolo internazionale ben al di sopra del livello del paese che governava. Berlusconi ha frequentato capi di stato importanti non alla pari, ma comunque con autorevolezza. Purtroppo negli ultimi anni il suo prestigio è precipitato, da un lato per accordi Francia - Germania in chiave anti italiana (le risatine infantili di Sarkò e Merkel, finalizzate a sostituire uno scomodo Berlusconi con governi PD prostrati ai due), ma anche per le sue scelte sempre più da democristiano navigato, soprattutto in politica interna. Purtroppo per lui la storia ricorderà le ultime tristi vicende e non i momenti di gloria.

Oraculus

Dom, 15/04/2018 - 09:16

Berlusconi??. Indimenticabili successi della sue semplicistica politica della conciliazione , purtroppo cio' gli costo' la perdita di un "amico" come Ghedaffi...dimenticare il sue passato per condannarlo del presente e' solo...odio!!.

Ritratto di Azo

Azo

Dom, 15/04/2018 - 10:02

Ecco il perchè, che Grillini e Piddini odiano tanto il Cavaliere. Non perche abbia dovuto scegliere tra uno o l`altro, ma per averli uniti. Ciò che loro con tutto l`odio che hanno in corpo non sono mai riusciti a pensare ne a fare per la loro NEGLIGENZA!!!