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Covid, dagli appalti alla zona rossa. Le cinque domande pronte per Conte

L'ex premier dovrà far luce sulle ombre del suo operato. In primis sul rapporto con la Cina

Covid, dagli appalti alla zona rossa. Le cinque domande pronte per Conte

Il tempo è galantuomo, quello delle risposte sulla pandemia è arrivato e adesso Giuseppe Conte non può più sottrarsi. Quando lascerà temporaneamente la commissione potrà rispondere alle domande sulla gestione del Covid: lockdown e zona rossa, Piano pandemico, protocollo sanitario, mascherine farlocche, terapia domiciliare, vaccini e cure alternative.

Quando a gennaio 2020 è scattato ufficialmente l'allarme Oms sappiamo che la comunità scientifica stava già lavorando sul virus, lo dice più volte Stefano Merler della Fondazione Bruno Kessler. Vuol dire che alcune informazioni su quello che accadeva in Cina già circolavano. Lo scrive anche nel libro Perché guariremo (sparito dagli scaffali dopo pochi giorni) Roberto Speranza, che già a dicembre parla di "voci su nuovi focolai virali a Wuhan" per tutto il mese di dicembre. Quando ha saputo in via informale il suo governo dell'inizio della pandemia? E perché dopo aver interrotto per pochi giorni i voli da e per la Cina si è piegato a Pechino? Perché ha dato 18 tonnellate di mascherine buone per poi ricomprarle a peso d'oro, seppur scarse e con certificazioni false da spregiudicati imprenditori e mediatori? Perché, come scrive la Guardia di Finanza e contrariamente a quanto ha sostenuto lei, offerte di Dpi certificati e meno cari come quelli di Byd Auto non sono stati presi in considerazione per la maxi offerta da 1,2 miliardi? Perché ha deciso di cambiare la norma sulle mascherine, consentendo alle Dogane di sdoganare anche quelle con marchio CE fasullo come quelle che hanno probabilmente aumentato la mortalità del nostro Paese tra medici e infermieri, a cui erano destinate le mascherine scadenti del commissario all'Emergenza Domenico Arcuri, che le ha pagate cash senza garanzie a tre consorzi sospetti e a mediatori con cui era in rapporto, pur in presenza di certificazioni che hanno ingannato Cts, Iss e Inail come dicono le indagini? Perché il governo ha cambiato in corsa le norme sul tracciamento degli asintomatici, impedendo le autopsie e rinunciando alla sorveglianza clinica offerta dall'Oms? È un favore alla Cina come il ritiro del report Oms di Francesco Zambon, che secondo la sentenza del tribunale del Lavoro di Ginevra aveva pre datato l'inizio del contagio da uomo a uomo in Cina, imbarazzando Pechino con cui il governo lavorava per la Via della Seta? L'Italia è stato il cluster d'Europa secondo l'Ecdc e ha contagiato indirettamente più della metà dei 27 Paesi Ue. Perché il premier non ha deciso di chiudere i confini, come era stato prospettato? Perché l'esecutivo ha rifiutato 10mila dosi di monoclonali offerti dal colosso Usa Eli Lilly grazie ad alcuni rapporti privilegiati, tentando di scongiurare un secondo lockdown invece evitabile - come emerso da un carteggio email riservato e reso pubblico dalla commissione Covid - e perché le ha ricomprate mesi dopo pagandole quasi 2mila euro l'una? Perché il protocollo scoperto dal medico mantovano Giuseppe De Donno (morto suicida e irriso dai legali dello studio di Guido Alpa mentre erano al telefono a parlare di affari con Arcuri) e invece il ministero della Salute ha preferito puntare su aziende toscane legate a doppio filo al Pd e finanziate da Mise e Cdp?

Perché il governo non ha attuato il Piano pandemico del 2006, mai aggiornato per mancanza di fondi e rimasto lettera morta nonostante dichiarassimo falsamente alla Ue e all'Oms che la nostra preparedness era in linea con gli altri Paesi? Perché, come risulta al Giornale, Conte si oppose alla Zona rossa nella Bergamasca ai primi di marzo 2020 come chiedeva tutta Regione Lombardia? Perché sarebbe stato un cedimento al governatore leghista Attilio Fontana e all'odiato Matteo Salvini che lo invocava? Mentre il Pd predicava l'aperitivo ai Navigli, non impediva la partita Atalanta-Valencia a San Siro e lanciava l'hashtag #abbracciauncinese? O perché glielo chiesero gli imprenditori locali che storicamente finanziano il Pd? Perché da Palazzo Chigi è partita la fuga di notizie sul lockdown nazionale che ha scatenato il panico e ha portato al contagio del Sud, dove - dati alla mano - era contenibile con piccole zone rosse mirate? E perché su tutta la vicenda c'è il segreto di Stato? È vero, come dicono diversi ex membri del Cts e della task force, che tutte le scelte in pandemia furono "politiche" e che più volte le indicazioni della comunità scientifica vennero disattese? Perché il governo durante e dopo la pandemia si è ostinato a difendere fino al Consiglio di Stato la terapia domiciliare "paracetamolo e vigile attesa", risultata pù dannosa che inutile? Quando eminenti scienziati avevano già trovato protocolli sperimentali che potevano funzionare meglio? Perché il governo ha

consentito ai russi, fatti sbarcare a Bergamo nella missione From Russia with Love, di avere accesso a informazioni Nato utili per creare il vaccino Sputnik che l'Italia non ha adottato? Perché Conte ha paura della verità?

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